L'Ora Nera (2011)

Mosca invasa dagli alieni.

In viaggio di lavoro a Mosca gli amici Sean e Ben abbordano due connazionali americane, non c'è molto tempo per fraternizzare visto che strane bolle di luce piombano sulla città. Il singolare fenomeno è un attacco mortale giunto dallo spazio, dietro alle misteriose luci si cela una distruttiva energia che polverizza chiunque venga a contatto: è una strage. I ragazzi americani riescono a rifugiarsi in uno scantinato e si preparano a una dura lotta per la sopravvivenza.

Produzione americana girata in 3D con lo zampino russo di Timur Bekmambetov, quello de "I Guardiani della Notte" e "Wanted", a cui si deve l'ambientazione insolita, per un film di fantascienza, della città di Mosca. Il film ha una storia di poche pretese e con un budget decente che si traduce in un b-movie divertente e poco recepito in generale, le stroncature superano di gran lunga i commenti positivi, senza una vera giustificazione. "L'Ora Nera" si segnala per essere scritto dallo sceneggiatore di "Prometheus", l'atteso ritorno alla fantascienza di Ridley Scott, il giovane Jon Spaiths che non rifugge i luoghi comuni e piega lo scenario russo in ottica americana con i suoi giovani protagonisti yankee in trasferta. Roba da fare storcere il naso, a molti è capitato, ma il plot funziona e si posiziona presto nella classica invasione di alieni cattivi, anche se l'elemento più rimarchevole è la buona resa spettacolare in generale.

Un barlume di originalità è dovuto all'aspetto degli alieni, incorporei e sfuggenti come il vento, capaci di disintegrare le proprie vittime in pochi secondi, le creature sono annunciate dalle scariche di energia che producono attivando i macchinari elettrici nel loro raggio d'azione. Curioso notare come questa minaccia risulti opposta nelle sue manifestazioni al similare film "Vanishing on the 7th street", altro invasion-movie, dove il pericolo era il buio e la salvezza la luce elettrica e la sua conservazione. I protagonisti scoprono presto che l'accensione di una luce o di una macchina significa la vicinanza del nemico, vengono innescate in questo modo la maggior parte delle sequenze di tensione, tra fughe e scontri improvvisi e ravvicinati nelle strade di Mosca divenuta nel giro di poche ore una città spettrale, da segnalare la sequenza nella deserta piazza Rossa. Dal punto di vista scenografico il risultato è notevole, la distruzione su larga scala viene inquadrata in campi lunghi che raffigurano desolazione e caos, almeno un paio gli scorci suggestivi: una nave incrociatore incagliata sotto un ponte crollato e l'aereo precipitato all'interno della navata di un centro commerciale.

Alla regia Chris Gorak sembra portato alle ambientazioni post-apocalittiche sin dal suo esordio, il pregevole "Right At Your Door" (2006) intriso di paure post-11 settembre, dimostra un buon mestiere senza particolari intuizioni, uno stile diligente che alla fine risulta a dire il vero anonimo nonostante la sterzata action della seconda parte di pellicola. Il film fila via comunque senza troppi intoppi e registra l'entrata di nuovi personaggi  a fianco del gruppo guidato da Emile Hirsch (In To The Wilde, Speed Racer), l'attore più noto del cast, che anche stavolta deve rimandare l'appuntamento con il successo del grande pubblico, "L'Ora Nera" porta a casa circa 67 milioni di $ d'incasso, una cifra accettabile dato il budget intorno ai 30.

Una variante divertente è l'introduzione di un'arma imprigiona-alieni ideata da un tecnico civile, l'uomo vive in un appartamento schermato insieme a un'altra sopravvissuta, la biondina Viki, in seguito la comparsa di un plotone di para-militari porta l'immancabile dose pittoresca a gradazione russa. Conclusione movimentata da un'ulteriore missione di salvataggio da compiere in un contesto post-industriale e dal cielo incendiato dall'azione dei misteriosi alieni. Un decente film di fantascienza dall'ambientazione inedita.

Tit.originale: "The Darkest Hour"
paese: U.S.A.
Rating: 6/10

Commenti

per me, un film davvero terribile!
Sciamano ha detto…
...eh..che esagerato;)
io, devo ammettere, di averlo visto con (molto) basse aspettative, forse x questo alla fine non mi é dispiaciuto