Ercole alla Conquista di Atlantide (1961)

Il fantasy mitologico diretto da Cottafavi.

Androclo, re di Tebe, convince il prodigioso Ercole insieme al figlio e al nano Timoteo ad avventurarsi oltre i confini del mare per svelare la minaccia che incombe sull'Ellade. La traversata marina porta il manipolo di eroi nei pressi di un'isola misteriosa, Atlantide, avvolta dalle nebbie e dominata da una nuova progenie di uomini pronti a conquistare il mondo. Per Ercole inizia un'impegnativa missione per sventare un esercito di super soldati guidati dalla regina Antinea.

All'interno del genere bistrattato e dimenticato "peplum all'italiana" il regista Vittorio Cottafavi occupa i posti più alti e "Ercole alla Conquista di Atlantide" è considerato uno dei suoi film migliori, una pellicola piena di comparse, scenografie grandiose, effetti speciali e tanta inventiva. 50 anni prima di "Immortals" e "La Furia dei Titani" a Cinecittà si producevano grandi film fantasy ispirati alla mitologia greco-romana, erano gli anni dei vari Ercole e Maciste, i protagonisti di avventure popolate da mostri e donne bellissime, spesso chiamati a compiere imprese eroiche per salvare il mondo. A destare maggiore interesse ci pensa una storia meno leggera del solito, l'eroe Ercole questa volta deve vedersela con una progenie di esseri selezionati come super soldati, una non tanto velata allusione alle inquietanti prerogative del nazismo e la razza perfetta.

Non si può partire senza nominare Reg Park che nello stesso anno interpreta Ercole per due volte, nello splendido "Ercole al Centro della Terra" di Bava, e in questo "Ercole alla Conquista di Atlandide", bel volto e grande fisico da culturista, scolpito in una muscolatura per i tempi inusuale per ampiezza e tonicità. L'Ercole di Reg Park è indolente e pigro, agisce solo se provocato, nella prima scena del film la bagarre che si scatena in una taverna anticipa di 10 anni i film di Bud Spencer & Terence Hill, tra botte da orbi, coreografie elaborate e comicità. "Ercole alla Conquista di Atlantide" è pieno di ironia e momenti buffi, la mano dello sceneggiatore Duccio Tessari si nota e compie le prove generali per il debutto nel genere dell'anno successivo "Arrivano i Titani".

Simpatico il poker di protagonisti capeggiato da Ercole, il figlio Hyllos, il nano Timoteo e Androclo (Ettore Manni), in una delle prime scene si possono notare nelle vesti di bizzosi governanti gli allora giovani Enrico Maria Salerno e Gian Maria Volontè, imperdibili. Il film è ricordato per lo sforzo scenografico, i set sono di notevole grandezza e curati, la fotografia denota dei colori caldi che riflettono le ambientazioni rocciose e inserite in grosse caverne, gli effetti speciali sono numerosi, ancora divertenti e si possono gustare in gran misura nello scontro tra Ercole e il mostro multiforme Proteo, pronto a trasformarsi in diversi animali (lucertola, serpente, leone, ecc.) per eludere l'avversario.

Il regno di Atlantide come la culla del male, la perfida regina Antinea (Fay Spain) per mezzo dell'influsso di una pietra magica irretisce il popolo sotto i suoi comandi, coloro che si oppongono vengono rinchiusi in una valle isolata condannati a una lenta morte. Con i suoi poteri la regina ha allestito un esercito di soldati invincibili e bardati da armature nere, dietro ai loro elmi si nascondono uomini biondi dallo sguardo inquietante con i quali anche Ercole nel corso di una sequenza movimentata si dovrà misurare, le scene d'azione in generale sono ben orchestrate. Come accade spesso nel filone si riscontrano influssi horror, spruzzate western, un impasto che permette sfrenate avventure e ambientazioni sognanti, "Ercole alla Conquista di Atlantide" è ancora spettacolare e pieno di divertimento. Cottafavi degno esponente del peplum italiano insieme ai grandi Bava e Freda, i patiti del genere lo conoscono bene, per gli altri non è mai troppo tardi.

paese:Italia
Rating:7/10

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