Il Maligno (1975)

Culti demoniaci nel deserto dell'Arizona, un film diretto da Robert Fuest.

Gli adoratori del demonio guidati da Jonathan Corbis dimorano nei pressi di un vecchio villaggio abbandonato nel deserto. Corbis è un essere immortale in combutta con il diavolo, per esercitare in pieno i suoi poteri deve rientrare in possesso di un vecchio libro, quello custodito dalla famiglia Preston, sottratto nei secoli scorsi dopo un processo di stregoneria. Corbis è tornato e per i discendenti dei Preston inizia l'incubo.

Tra le tante definizioni per descrivere gli anni 70 può capitare di incappare nel termine "demoniaci", in primo luogo per via del successo clamoroso de "L'esorcista" (1973) ma anche per alcuni eclatanti fatti di cronaca dalla vasta eco (il caso Charles Manson, 1969) a sfondo satanico e la diffusione preoccupante delle sette, una delle varianti meno simpatiche del movimento (post) hippy. "Il Maligno" si inserisce come tetra testimonianza dei suoi giorni ma, se da una parte guarda alle pulsioni più insane delle nuove generazioni (l'occulto, la voglia di sperimentazioni pericolose, il rifiuto delle regole imposte, ecc.), dall'altra volge ancora verso i classici e alla tradizione gotica, al punto che, con grossa probabilità, anche Lovecraft avrebbe apprezzato il film di Robert Fuest.

Visto oggi "Il Maligno" pare naif e pieno di divertimento, gli stereotipi del genere ci sono tutti (pentacoli, gente con le corna, messe nere, ragazze immolate, sacrifici, ecc.) che quasi non pare vero, un autentico epitome per aspiranti satanisti. Il film affascina sin da subito per forza visiva, quasi da comic-book, con un utilizzo perfetto tra scenografie desertiche di abbandono e la grafica sgargiante dei costumi, il direttore della fotografia Alex Phillips Jr. l'anno prima si era occupato del capolavoro di Peckinpah "Voglio la Testa di Garcia". La sorpresa è grande a scorrere il cast protagonista, si intravede nel prologo William Shatner (lo storico capitano Kirk di Star Trek) che ricopre, più o meno, una parte molto simile a quella di Janet Leigh in "Psycho", l'attore si fa coinvolgere in una storia di libri maledetti e finisce in un villaggio abitato da gente incappucciata dall'aspetto mostruoso, dovrà vedersela anche con Corbis in un confronto in cui controbatte un'invocazione satanica con il Padre Nostro, un vero spasso. La madre di Shatner è Ida Lupino (Una Pallottola per Roy), altra grande del passato che fa un certo effetto dentro un horror.

Il pezzo forte de "Il Maligno" è però l'interpretazione di Ernest Borgnine (Il Mucchio Selvaggio, 1997 Fuga da New York) nel ruolo del satanico Corbis, sempre con un ghigno malevolo stampato come conviene al demonio, grande sacerdote di riti demoniaci presieduti con una veste talare rosso sangue. Imperdibile la sequenza in cui volge il gesto delle corna agli adepti. Ironico e divertito Borgnine si presta volentieri alle follie, del resto quando ricapiterà l'occasione di torturare Shatner legato a una croce rovesciata(?), la pellicola è diretta da Robert Fuest, regista inglese eccellente e dalle forti inclinazioni dark dopo le regie de "L'abominevole Dr.Phibes", "Il Mostro della Strada di Campagna", "Alpha Omega il principio della fine".

Il vero protagonista alla fine è l'intrepido Tom Preston, il giovanotto interpretato da Tom Skerritt (il capitano della Nostromo nel primo "Alien",1979), che parte con la bella fidanzata Julie (Joan Prather) alla ricerca dei famigliari scomparsi per l'intervento della setta di Corbis. "Il Maligno" vede l'esordio di un giovane John travolta, irriconoscibile per via del make up deforme: è il seguace satanista che Tom affronta sulle scale e dalle cui orbite vuote Julie, dalle capacità extrasensoriali, scorge il passato della setta ambientato ai tempi della stregoneria. Grande il reparto degli effetti speciali che rende mostruosi i dannati della setta, imprigionati dalla "pioggia del diavolo" (dal titolo originale) in una sorta di limbo carico di sofferenza, esseri condannati a vagare con dei buchi neri al posto degli occhi e subire la decomposizione delle carni tra spasmi di dolore. Il bellissimo finale sotto la pioggia (del diavolo) si trascina nel tormento delle vittime in un tripudio di liquami organici in quella che appare come un'anteprima splatter degli anni 80. In una piccola parte compare Anton LaVey, l'officiante con la maschera dorata, autentico satanista e fondatore della Chiesa di Satana. John Carpenter per la creazione del suo Michael Myers, ispirato come noto (agli esegeti di "Halloween") da una maschera di Shatner, potrebbe essere stato folgorato dalla visione de "Il Maligno".

Tit.originale:"The Devil's Rain"
paese:U.S.A
Rating:8/10


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