Il Terrore sul Mondo (1956)

Il terzo (e ultimo) capitolo della saga sul Mostro della Laguna Nera.

La creatura anfibia di origini preistoriche, il Gillman, è ancora viva e libera nelle zona delle Everglades. Lo scienziato Barton allestisce una spedizione con un battello per stanarla e studiarla, il folle intento dello studioso infatti prevede degli esperimenti sulla creatura considerata l'ultimo miracolo evolutivo presente sul pianeta. Dopo una breve caccia il Gillman viene catturato e portato in un laboratorio.

Per il terzo capitolo Jack Arnold passa la regia a John Sherwood che non si discosta dai toni drammatico-violenti dei precedenti film, questa ultima avventura del Gillman è la meno ricca dal punto di vista produttivo (non viene girata in 3D) e anche la meno spettacolare, il livello però non scade e si mantiene in linea al capitolo precedente "La Vendetta del Mostro", di cui ne ricalca l'impostazione della trama. Ancora una volta la pellicola è in bianco e nero e si apre con la tipica presentazione dei protagonisti sopra un battello, questa volta ancora più grande e lussuoso (l'unica concessione sfarzosa del film), alla volta del povero Gillman. Se possibile la creatura è ancora più maltratta che in precedenza e fatta soffrire, la saga si fa carico di questo dolore e incomprensione e reclama il suo essere dalla parte dei mostri, aspetto che la rende preziosa e irrinunciabile.

I primi 20 minuti non sono una gran cosa, a parte la presenza bionda di Leigh Snowden che l'anno prima aveva fatto una piccola parte in "Un Bacio e Una Pistola" di Aldrich, la caccia al Gillman nelle acque limacciose di un fiume è anche troppo blanda, la prima apparizione del Gillman è senza pathos, con la creatura che si limita a sguazzare a poca distanza dagli incauti protagonisti. Compare però uno dei primi (il primo?) radar a scansione in un film fanta-horror (marchingegno magnificato e perfezionato in "Aliens Scontro Finale"), utile per individuare nei fondali la preda che viene catturata senza troppe difficoltà in uno scontro in cui il mostro ha la peggio, risultando ustionato da una fiammata e drogato da una sostanza scaricata nelle acque. Dal momento della cattura il film cresce e diviene interessante.

Le bruciature svelano un nuovo aspetto della creatura, molto più simile all'uomo, l'equipe di scienziati guidata da Barton (Jeff Morrow) si riunisce in un laboratorio ricavato nelle cabine del battello, qui il Gillman subisce un bendaggio che lo rende simile a un mummia, probabile omaggio al film horror della Universal con Karloff che diviene certezza visto che poi sembra di assistere a una parabola degna di Frankenstein. Il mostro subisce l'intervento chirurgico degli scienziati sorpresi dalla scoperta di un apparato di respirazione polmonare inutilizzato, grande trovata di sceneggiatura, il Gillman ora può muoversi sulla terra ferma senza bisogno di incamerare il suo elemento naturale: l'acqua. Si diceva in precedenza di Frankenstein, il Gillman appare come il  mostro spaesato creato da Mary Shelly, l'intuizione di munirlo di vestiti accentua il senso di smarrimento della creatura circondata da una razza spietata e violenta che non comprende, la sua unica difesa è la reazione che gli stessi aguzzini praticano nei suoi confronti: distruzione e aggressività.

Il film pone molta attenzione sulla tensione tra gli uomini del battello, oltre alla creatura a portare scompiglio è la sexy moglie di Barton, stanca del marito, un aspetto che alcuni tentano di sfruttare per audaci avances, da notare che i tre contendenti della bionda, Barton compreso, sono pettinati con un ciuffo alla Elvis Presley, del resto era il 1956, l'anno di "Heartbreak Hotel", "Hound Dog" e "Love me Tender" (!). Grande il finale nella villa, violento e disperato, con il mostro che devasta mobili e pareti per scatenare una furia di cieco dolore. Si è parlato negli anni (recenti) di un possibile reboot della serie, dopo avere visto rinascere inutili franchise e personaggi il Mostro della Laguna Nera è uno di quelli che avrebbe bisogno di un vero rilancio, anche solo per togliere quei quintali di polvere accumulati in 60 anni. Il titolo originale della pellicola ha, con grossa probabilità, ispirato il titolo del disco (Walk Among Us) della punk(horror) band Misfits. I (veri) mostri siamo noi.

Tit.originale: "The Creature Walk Among Us"
paese:U.S.A
Rating:7/10

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