Inferno nella Stratosfera (1959)

Guerre spaziali dirette dal grande Inoshiro Honda.

Una serie di catastrofi inspiegabili gettano l'umanità nello sconforto, la causa é una razza aliena che porta gli attacchi verso la Terra dal suolo lunare. Le autorità delle Nazioni Unite decidono un contro attacco congiunto guidato dai tecnici giapponesi, una spedizione in territorio nemico per mezzo di astronavi. La pronta organizzazione terrestre allestisce due razzi da combattimento con la missione di raggiungere la Luna. 

Inoshiro Honda non é solo il regista del primo mitico "Godzilla", e di altre opere con protagonista il celebre lucertolone, ma anche di avventure fantastico avventurose come nel caso di "Inferno nella Stratosfera", un sottovalutato e apocalittico invasion-movie diretto nel suo periodo più prolifico, quello a cavallo tra gli anni 50 e 60 e segnato da titoli come "I Misteriani", "Uomini H", "Una Nube di Terrore", "Matango il Mostro" e molti altri ancora. Honda si accompagna alla sua fidata equipe tecnico/artistica che ha i cardini negli effetti speciali di Eiji Tsuburaya e la composizione sonora di Akira Ifukube, l'intento è quello di ricreare uno scontro di vasta portata oltre i confini della stratosfera, per citare il bel titolo italiano d'effetto, in realtà il titolo originale suona, più o meno, come la grande battaglia nello spazio. Il prologo parte subito forte con un attacco a una stazione orbitale (molto simile a una trottola) intorno alla Terra, si trasferisce sul suolo terrestre e descrive il deragliamento spettacolare di un treno, gli episodi sono ricreati con proverbiali miniature e plastici, per altri sventurati accadimenti (che coinvolgono anche Venezia) vengono usate delle foto ritoccate con dei disegni (!).

"2001 Odissea nello Spazio" è ancora lontano, gli effetti speciali artificiosi e poco realistici, in molte inquadrature si scorgono chiaramente (mini) riproduzioni umane immobili e plastificate, ma si persegue la totale e cieca predisposizione nelle tecniche dell'epoca. Intere e deliziose sequenze si poggiano sull'ingenuità e l'incanto ricreati da volenterosi artisti, bravi con poco, a riprodurre intere città e mezzi volanti, senza dimenticare che lo stesso Honda era un esperto del settore. Nel film compaiono diversi e notevoli visual effects, come l'arma terrestre composta dal potente radio-cannone che emana folgori di raggi luminosi. Il cast é numeroso e coinvolge anche dei volti occidentali ma, come accade spesso nei film giapponesi fantastici del periodo, passa in secondo piano rispetto alle scenografie e la preminenza di navicelle e dischi volanti che sfrecciano sullo schermo. Le battaglie nello spazio tra caccia terrestri e dischi volanti alieni sembrano anticipare le schermate dei primi videogame da sala usciti alla fine degli anni 70.

"Inferno nella Stratosfera" deve avere influenzato anche Go Nagai, solo 15 anni dopo il famoso mangaka crea "Atlas Ufo Robot" che riprende, di peso, i velivoli spaziali alieni per dare forma alle truppe malvagie di Vega che, guarda caso, ha la base sul lato nascosto della luna. Sul satellite della Terra si svolgono le sequenze più belle della pellicola che si sofferma molto sui particolari tecnici dei mezzi impiegati, in particolare i due razzi terrestri sganciano dal loro interno due mezzi cingolati usati dai protagonisti per coprire il terreno che li separa dalla base nemica, ci sarà il tempo di ingaggiare scontri e fughe a colpi di raggi laser attraverso gole e caverne rocciose. Gli alieni, si intravedono solo in un unica e simpatica scena, riescono tramite dei piccoli chip impiantati nel cervello a controllare delle pedine umane per compiere atti di sabotaggio.

Il finale spettacolare vede una serie di scontri stellari e il coinvolgimento globale della Terra colpita, con effetti catastrofici, in quel di New York (sarà banale dirlo ma sembra proprio la profezia de l'11 settembre 2001), S.Francisco con il Golden Gate fatto a pezzi e Tokyo minacciata dalla furia distruttiva di un risucchio anti-gravitazionale. Grande film di fantascienza, ancora spettacolare e diretto con consumata abilità da un regista non ricordato mai abbastanza.

Tit.originale:"Ucho Dainsenso"
paese: Giappone
rating:8/10

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