Lockout (2012)

Una missione da compiere in un carcere spaziale per l'anti eroe Snow di Guy Pearce.

In un prossimo futuro l'ex agente governativo Snow è accusato di un omicidio che non ha commesso, legato a un traffico di informazioni top secret. Per riscattarsi ed evitare 30 anni di stasi, lo stato di ibernazione dentro una bara, gli viene offerto il rischioso compito di salvare la figlia del presidente del paese, imprigionata in un carcere orbitale fuori controllo a seguito di una rivolta. Snow accetta anche per il fatto che nel carcere è rinchiuso un amico che può dimostrare la sua estraneità alle accuse di omicidio.

Il cinema di genere francese degli ultimi 20 anni ruota intorno al nome di Luc Besson, non fa eccezione "Lockout", ideato e prodotto dal regista di "Leon", un film che non nasconde l'influenza della fantascienza americana e l'intenzione di proporre uno spettacolo riconoscibile per un pubblico vasto. L'eroe Jena Plissken di "1997 Fuga da New York" di Carpenter è servito, appare evidente sin dal nome (in originale il prototipo di Kurt Russel, ricordiamo, è chiamato Snake), nella costruzione del protagonista Snow interpretato da Guy Pearce, un individualista dalle maniere forti, che si spoglia dei riferimenti dark per infondere una maggiore (auto)ironia al personaggio, una delle mosse vincenti che rendono la pellicola fresca e godibile. Il carattere di Snow riflette lo spirito della pellicola, avventurosa, a tratti drammatica, ma sempre pronta al divertimento e a smorzare i toni di violenza che comunque sono presenti, visto che si tratta pur sempre di un film d'azione ambientato nel trucido mondo dei detenuti: "Lockout" si può descrivere come una variante spaziale del filone "carcerario".

Molto divertenti i titoli di testa con il pestaggio-interrogatorio di Snow, si nota anche Peter Stormare nel ruolo arcigno di capo dei servizi segreti. Poco dopo giunge un flash-back che comporta un largo impiego di effetti speciali, più grezzi e meno particolareggiati delle grosse produzioni americane, ma funzionali per alcune sequenze altamente spettacolari come l'inseguimento con la moto mono-ruota, può ricordare "Akira", tutto ricreato in green-screen e computer grafica. Guy Pearce in uno dei suoi rari ruoli da protagonista, non che se la passi male, visto che è uno dei caratteristi più richiesti da Hollywood (Prometheus, Iron Man 3, ecc.), ma finalmente si può apprezzare la simpatia di un attore mai del tutto sfruttato appieno, inoltre si fa notare per la presenza muscolosa, proprio come un eroe di un action anni 80. Una volta tanto si può parlare bene dei dialoghi di un film d'azione (spaziale), molto spassosi e brillanti, incentrati sul rapporto conflittuale tra Snow e la bella figlia del presidente Emilie interpretata da Maggie Grace, la figlia biondina di Neeson nella serie "Io Vi Trovero", un continuo battibecco intramezzato da sparatorie, inseguimenti e sortite nel vuoto dello spazio.

"1997 Fuga da New York" ritorna anche nell'impianto della trama, se nel film di Carpenter l'intera città di New York è il carcere a cielo aperto in cui introdursi, in "Lockout" la prigione è una gigantesca stazione orbitale posta poco fuori l'atmosfera terrestre. L'ambientazione è suggestiva e ricreata con discreta inventiva dalla produzione che ha predisposto set opprimenti, pieni di cunicoli e corridoi oltre a scenari più complessi come il canale di areazione gravitazionale, in cui viene organizzato uno scontro spettacolare tra Snow e un energumeno. I registi James Mather e Stephen St. Leger, una scoperta di Besson, sono esperti nella tecnica del green-screen e, con grossa probabilità, anche dei grossi fan di "Guerre Stellari", visto che mettono in scena un vero attacco di caccia stellari ai danni della MS1, la stazione spaziale armata di difese automatiche molto simili a quelle della Morte Nera del capolavoro di Lucas.

Alla coppia di Snow e Emilie si contrappone quella dei fratelli galeotti di Vincent Regan (Alex) e Joseph Gilgun (Hydell),  i leader della rivolta di decine di scalmanati in tuta arancione pronti a tutto, con molto meno tempo a disposizione sono efficaci, se non ottimi, nelle rispettive caratterizzazioni: più riflessivo e spietato il primo, schizzato e fuori controllo il secondo più giovane. Diverse leggerezze di sceneggiatura, se non vere assurdità (cadute dall'alto senza conseguenze, la scena del salto con le tute spaziali, ecc.), insieme a qualche banalità di troppo possono essere perdonate con tranquillità in una pellicola leggera e spiritosa ma capace di intrattenere sino alla fine. Poco lusinghieri e immeritati gli esiti al botteghino americano, un vero peccato dato che una eventuale nuova avventura (sequel) con l'eroe Snow sarebbe stata ben gradita.

Tit.originale:"Lockout"
paese: Francia
Rating:7/10


Commenti

Death ha detto…
È piaciuto un bel po' anche a me! L'ho noleggiato a scatola chiusa e ho gradito parecchio la spensieratezza dell'operazione, old school e ricca di umorismo. Poi Guy Pearce è uno degli attori dell'ultima generazione che più mi sta simpatico, e il suo Snow è perfetto per costruirci una saga sopra :)
Sciamano ha detto…
Guy Pearce sugli scudi, un grande. Una saga? magari, anche se (molto) improbabile ;)