Bug insetto di fuoco (1975)

Insetti assassini assediano una piccola comunità rurale.

Un terremoto sconvolge una piccola cittadina di campagna, i crepacci aperti nei pressi di una casa isolata liberano una minaccia sepolta da tempo immemore: una progenie di insetti, all'apparenza innocui, in grado di sprigionare improvvise fiammate esplosive. Il professore James Parmiter studia da vicino le creature sino a sviluppare l'insana idea di folli esperimenti di mutazione.

Jeannot Szwarc gode di pessima fama per essere il regista de "Lo Squalo 2" (1978), sequel (di molto) inferiore del capolavoro originale di Spielberg, in precedenza dirige diversi episodi dei noti serial "Il tenente Kojak" e "Baretta" e un altro eco-vengeance: "Bug insetto di fuoco". La pellicola è ricordata anche per essere l'ultima produzione di William Castle, vecchio volpone del cinema horror sin dagli anni 50 a cui si devono, tra regie e produzioni, molti film low-budget più o meno di culto (La casa dei fantasmi) e almeno un fiore all'occhiello: "Rosemary's Baby" di Polanski. "Bug insetto di fuoco" sembra inserirsi nel solco della fantascienza (horror) anni 50,  un'invasione mostruosa con grande inventiva e pochi mezzi, unita alla propensione del bizzarro.

Grande inizio tellurico, nel senso letterale, con una chiesetta gremita di fedeli in preghiera sconvolta da un terremoto che squarcia le pareti e il pavimento ondeggia come nel finale de "La Cosa" di John Carpenter, quando il mostro informe sventra il terreno sotto i piedi di Kurt Russell. Gli effetti speciali non sono una gran cosa ma abbastanza per inscenare crolli assortiti e gettare decine di persone in fuga. Siamo nel mezzo della campagna americana, bianca e sudata, tutti i personaggi (uomini e donne) mostrano delle belle chiazze di sudore sotto le ascelle. I temibili protagonisti della pellicola non tardano a farsi vedere, fuoriusciti dalle profondità del terreno, all'apparenza semplici blatte, più grosse del normale. Ora non viene spiegato perché ma hanno la caratteristica di provocare incendi rovinosi: bella la prima scena mortale a danno di due villici imprigionati dalle fiamme dentro una macchina.

Il pericolo è quasi subito individuato ma nessuno muove un dito, viene velatamente fatto intendere che la minaccia di insetti esplosivi non è credibile (in effetti), neppure i protagonisti principali coinvolti usano le precauzioni dovute. Intanto gli insetti mostrano da subito una predilezione per le macchine, nelle quali si infilano per spostarsi nella zona e causare danni, il professore Parmiter impiega 5 minuti pieni per stanare le creaturine dentro il cofano della sua autovettura. Iniziano insistite e ravvicinate inquadrature sugli insetti che possono provocare ribrezzo, ma anche un senso di inquietudine quasi inesorabile che si propaga sino a manifestarsi nei primi attacchi, che hanno per vittime preferite delle donne. Szwarc prepara bene le sequenze con un crescendo di discreta tensione, in un momento topico una poveretta si ritrova un insetto infilato nell'orecchio dopo avere preso la cornetta del telefono.

"Bug insetto di fuoco" poteva proseguire tranquillo sulla pista collaudata della (strange) invasion, invece vira nella follia horror e fa emergere la figura da mad doctor di Parmiter, un ottimo e coinvolto Bradford Dillman (Pirana, 1978), sconvolto dopo un lutto provocato dagli insetti. L'ossessione di Parmiter può ricordare alcuni spunti dei film di Cronenberg che, guarda caso, lo stesso anno dirige "Il Demone sotto la pelle" sulla presenza di malefici parassiti. Il protagonista inizia un rudimentale studio scientifico sui nuovi arrivati, si munisce di uno scafandro da palombaro (!) utilizzato come camera di decompressione, vuole capire la forza di questi parassiti a loro modo straordinari, giunti da una dimensione primordiale sconosciuta. In questa seconda parte il solitario professor Parmiter rinchiuso dentro una casa, sembra anticipare l'allucinato Ash (Bruce Campbell) della serie Evil Dead. Ci saranno sorprese e sconcertanti rivelazioni a condire un finale molto sconclusionato ma anche oscuro e violento.

Tit.originale:"Bug"
paese:U.S.A.
Rating:7/10

Commenti

myers82 ha detto…
In realtà Lo Squalo 2 è il sequel più apprezzato, pubblico e critica hanno sempre stroncato il 3 e il 4 e considerato il 2 un buon film.
A mio parere il il primo di Spielberg e proprio il 2 di Szwarc sono due capolavori, il 3 e il 4 film molto divertenti anche se alquanto scemotti :-).

Bug insetto di fuoco invece ho faticato ad arrivare alla fine :-P
Sciamano ha detto…
beh il 3 e il 4 manco li considero, anche a me il 2 piace abbastanza ma non al grosso pubblico e critica in generale. Bug per me nel genere eco-vengeance è un gioiellino;)
myers82 ha detto…
Uhm non so avrei preferito che fosse appunto un film sugli animali killer anzichè sulla follia del doc ;-)

Ma poveriiiiii gli squaletti 3 e 4 con la loro miriade di difetti son cmq spassosissimi :-)
Sciamano ha detto…
la svolta del secondo tempo in Bug è bizzarra, non lo nego, ma la apprezzo appunto per quello.
Lo Squalo 3 e 4 non li vedo dagli anni 80...non ho un bel ricordo;)
myers82 ha detto…
il mio cosiglio è di rispolverarli, sono due super cazzatone, ma sono spassoissimi.
Lo squalone che quasi si erge in piedi e ruggisce come un leone è TROPPO BELLO XDXDXDXDXDXD
Sciamano ha detto…
ahahaha!
:-)