La Mantide Omicida (1957)

Una mantide gigante per un monster-movie anni 50.

Polo nord, la rete radar militare è messa in crisi da inspiegabili attacchi ad alcune postazioni isolate. Non vi sono testimoni dell'accaduto, il personale coinvolto risulta scomparso nel nulla, gli unici indizi sono delle strane impronte lasciate nei pressi degli incidenti e il rinvenimento di una misteriosa, enorme, scaglia animale. Si tratta dell'opera di una gigantesca mantide religiosa, tornata in vita dopo millenni di ibernazione.

Solido monster-movie anni 50 in bianco e nero che unisce, almeno nella prima parte, le ambientazioni ghiacciate de "La Cosa da un altro mondo" (1951) e la presenza di un mostro gigantesco come in "Godzilla" (1954). I primi 10 minuti sono difficoltosi per la noia tremenda che trasmettono, compaiono anche delle immagini di repertorio, sul dispiegamento militare americano intorno al circolo polare artico, oltre a inquadrature stucchevoli di cartine geografiche insistite. Nei titoli di testa, nel frattempo, si intravede indistinta la mantide imprigionata nei ghiacci, prima di vederla compiere danni però bisogna fare conoscenza con i protagonisti umani che, come accade(va) spesso, sono di un'antipatia rara: un paleontologo elegantone, una giornalista e un ufficiale dell'esercito militare. La spina di un essere sconosciuto, di materiale sconosciuto, viene messa senza alcuna protezione sopra il tavolo dei generali americani che si arrovellano sulla sua provenienza, il paleontologo interpretato da William Hopper non ci mette molto a scoprire che si tratta del frammento di un insetto (gigante): una Mantide religiosa.

Quando entra in azione il mostro si rimane sempre stupiti di quanto è grande, almeno 25 metri di altezza, merito degli effetti speciali che ritraggono la mantide in divertenti incursioni contro una base  americana del polo nord riprodotta con modellini in scala, il bestione viene individuato dall'urlo della giornalista che guarda fuori da una finestra: una scena classica. A tratti sembra di vedere una pellicola giapponese, con forze militari di terra e aeree pronte a intervenire, a dire il vero "La Mantide Omicida" anticipa i mostri volanti successivi Mothra e Gamera, la mantide infatti è in grado di volare emettendo tremendi sibili e di spostarsi a centinaia di chilometri di distanza. Non si lascia sfuggire l'occasione di migrare verso sud, negli Stati Uniti, per fare una capatina anche sull'obelisco davanti alla Casa Bianca a Washington. I nostri eroi intanto hanno messo in ordine le posizioni: il paleontologo resta defilato a favore della giornalista (Alix Talton) conquistata dal quel cascamorto del colonnello Parkman (Craig Stevens): da morire dal ridere la scena del primo bacio.

La mantide si muove con grande velocità al punto che ogni luogo degli Stati Uniti può essere colpito, la paura di una minaccia esterna improvvisa alla fine cova da tempo nella nazione, vengono quindi allestiti numerosi posti di osservazione, tutti abbastanza risibili e improbabili, con donnette che guardano verso chissà dove. La mantide è cattiva, carnivora e probabilmente vendicativa, chi sono tutti questi "insetti" umani che si parano sulla strada? Ci sarà il tempo almeno per una bella sequenza da horror puro: l'agguato a un pullman di linea con una giovane testimone spaventata dalla nebbia improvvisa. Il finale cresce di violenza e di intensità con un attacco nei cieli tra la mantide volante e le forze aeree, ma la vera resa dei conti si consuma in un claustrofobico tunnel di New York, nel quale la mantide si è rintanata. Il colonnello Parker, da bravo eroe, guida una squadra in tenuta anti-batteriologica per immettere del gas nervino in un duello faccia a faccia con il mostro.

Regia di Nathan Juran che inizia una serie importante di pellicole di genere fantastico, da ricordare il successivo capolavoro "Il Settimo Viaggio di Sinbad" (1958) e il cult "A 30 milioni di km dalla Terra"(1957). Il film è una produzione costosa della Universal, uno dei monster-movie più spettacolari dell'epoca, ma lo scarso successo stronca l'intenzione di creare un nuovo franchaise fantastico. Dario Argento in "Dracula 3D" (2012) forse si è ricordato di questo monster-movie per l'inserimento assurdo di una mantide omicida, di dimensioni più ridotte in questo caso, per quello che molti ritengono l'episodio più "indimenticabile" dell'intero film.

Tit.originale:"The Deadly Mantis"
paese:U.S.A.
Rating:7/10

Commenti

myers82 ha detto…
sono quasi certo che l'amantide di questo film è fatta meglio rispetto a quella che Argento ha usato per Dracula 3D XDXDXDXD

Non ho visto ne questo film ne dracula, ma sono quasi certo che è così XD
Sciamano ha detto…
senza ombra di dubbio meglio questa di quella in pessima CGI di Argento ;)
Omonero ha detto…
Ma quanto ho amato (ed amo) i mostroni americani dell'atomic fear anni '50! Jack Arnold rulez!
Sciamano ha detto…
Siamo in due! Jack Arnold The Master ;)