O Cangaceiro (1970)

Lo spaghetti-exotic-western con protagonista il grande Tomas Milian.

Brasile, 1925, regione del Cangaco. Le truppe governative gli uccidono la famiglia e l'amata mucca, il giovane Espedito è un sopravvissuto che ora si fa chiamare El Redentor e capeggia una banda di ribelli criminali: i cangaceiros. Un olandese giunto nella zona avvicina Espedito per stringere un accordo vantaggioso, dietro si nasconde un piano di sfruttamento per estrarre il petrolio ordito dal corrotto governatore.

Il terzo western di Giovanni Fago testimonia la difformità creativa del filone western all'italiana, in quei primi anni 70 scomposto in rivoli e contaminazioni sempre più folli e incontrollabili; il film parte dal presupposto di descrivere l'ultima frontiera dei pistoleri, quella dei Cangaceiros nel Brasile degli anni 20. Un film incredibile e dai sapori molto diversi per gli stessi aficionados del genere, i personaggi, l'ambientazione, i suoni, assumono fattezze esotiche e stranianti, il protagonista Tomas Milian incarna alla perfezione il concetto, per una delle prove più divertenti e divertite del grande attore di origini cubane. "O Cangaceiro" è un'emanazione stessa di Milian, in questo film mette in cantiere i successivi e trucidi personaggi dei polizieschi (italiani), in particolare si intravede la genesi del ruspante Monnezza.

"O Cangaceiro" pur segnalandosi quasi come un corpo estraneo all'interno del genere, cavalca l'onda dei western rivoluzionari del periodo, come il coevo "Vamos a matar compagneros", sempre con Milian, incentrati sulle ingiustizie verso i poveri e, di contro, l'arroganza del potere. Sin dal prologo si diffondono i ritmi suadenti e sensuali del Brasile, musicati dal grande Riz Ortolani, in una delle scene più belle Espedito con il canto di una melodia attira dei soldati in una trappola mortale. Nella prima apparizione Tomas Milian parla con una vacca, i soldati giunti nel paese per stanare un bandito compiono una strage uccidendo anche l'animale, in pratica Espedito matura la sua sete di vendetta per un animale che, bisogna registrare, appare nella scena dopo morto stecchito e sanguinante, probabilmente la mucca è stata abbattuta per esigenze di copione (il cinema è pieno di casi simili).

Giovanni Fago dirige con uno stile (quasi) sperimentale, ellittico, molti avvenimenti vengono più suggeriti che mostrati, come la distruzione della fortezza in cui Espedito viene imprigionato, in altre sequenze pare essere sotto l'effetto di un trip: l'incontro con l'eremita nella chiesa diroccata ripresa da un audace movimento di camera circolare. Deliri mistici e follia albergano nel personaggio di Milian che si propone come una sorta di nuovo salvatore (El Redentor) di deboli e oppressi, l'attore imperversa con una capigliatura afro accentuata in seguito dal vistoso e pittoresco costume da Cangaceiro, la figura del bandito brasiliano di quei tempi. "O Cangaceiro", una coproduzione italo-spagnola, è il tentativo spontaneo, forse ingenuo, di esorcizzare la fine di un'epoca a favore del capitalismo selvaggio e la violenza del potere. Espedito e la sua banda, formata da una piccola masnada di pistoleri ciondolanti e indolenti, devono tenere testa a una serie di avversari che hanno nel doppiogiochista interpretato dall'ottimo Ugo Pagliai la spina più insidiosa e ambigua. Tra i due uomini scorre comunque un sentimento di reciproco rispetto che si sublima sin dal primo, divertente incontro con la lettura di un libro. Gran scena.

Per la parte da cattivo più ortodossa ritroviamo il collaudato Eduardo Fajardo, il villain di "Django" (1966), nel ruolo del governatore senza scrupoli, Espedito finirà per sfidarlo in un duello mortale per una delle sparatorie più belle della pellicola. Si nota ma per (troppo) poco anche il colonnello malvagio di Leo Anchoriz. Nella seconda frazione entra in scena una gang di mafiosi italiani (!), mentre gli scontri si moltiplicano visto che Espedito e i suoi devono vedersela anche contro i cangaceiros rivali. Uno dei momenti più divertenti è la cena organizzata nella casa del governatore dove Espedito e i suoi uomini vengono attirati, i rudi cangaceiros danno dimostrazione di cafonaggine totale degna delle gag di Bud Spencer e Terence Hill. Piccolo grande western, scomposto e dalle insolite ambientazioni, con un memorabile Tomas Milian.

paese: Italia/Spagna
Rating:7/10

Commenti

Omonero ha detto…
Tomas Milian è stato un grande in ogni pellicola western in cui è apparso. Un marchio di garanzia aul genere!
Sciamano ha detto…
Vero, vero, un eroe per il western (italiano), grande Tomas!