Heroes Shed No Tears (1986)

Il John Woo bellico poco prima della ribalta mondiale.

Un gruppo di mercenari si introduce nella zona del triangolo d'oro per catturare un signore della droga. Raggiunto l'obiettivo inizia per il manipolo di eroi una lunga fuga verso la salvezza, braccati da diverse fazioni di guerriglieri che li vogliono morti.

Per qualsiasi altro regista sarebbe un capolavoro "Heroes Shed No Tears", da non confondere con l'omonimo del 1980 con protagonista Fu Sheng, ma trattandosi di un film del futuro autore degli straordinari "The Killer" e "Hardboiled" i giudizi tendono al ribasso, giustamente, in fondo è pur sempre un John Woo "minore". Il film non ha avuto una grande fortuna ai tempi, esce nel 1986 per cavalcare il successo di "A Better Tomorrow", la svolta epocale per Woo e per il cinema (action), in realtà "Heros Shed No Tears" viene girato nel 1983 e mescola il filone bellico con la follia exploitation del cinema cantonese, tra ultra violenza e parentesi comiche, la poetica del regista si intravede ma è ancora in fase embrionale, nonostante la presenza di (pochi) eroi "bigger than life" contro tutto e tutti.

Si riconosce il ritmo indiavolato delle sequenze d'azione mentre l'utilizzo del ralenti comincia a rivelarsi con forza, all'interno di un cinema sempre più veloce e cinetico (quello di Hong Kong), John Woo tende a rallentare i momenti significativi degli scontri, per vedere conferire l'aurea mitica dei personaggi bisogna aspettare il successivo "A Better Tomorrow". "Heroes Shed No Tears" è con grossa probabilità il film più splatter del regista per le sparatorie cruente e i fendenti di machete che si scambiano i protagonisti: in una delle scene più divertenti l'eroe interpretato da Eddy Ko spara nel centro del mirino di un nemico che finisce per perdere un occhio con grande spargimento di sangue. I personaggi sono abbozzati e accessori a una lunga cavalcata di sequenze d'azione interrotte, solo per poco, da momenti quasi anarchici che si fanno beffe degli avvenimenti appena occorsi.

In uno di questi frangenti si può assistere alla assurda sfida a dadi tra uno dei membri del commando e il leader di un gruppo di guerriglieri (Khmer rossi?), una gag prolungata sulla posta in gioco di donne e mitragliatori che viene risolta con l'esplosione di una bomba (a mano). Lo stesso personaggio è al centro di un incontro erotico con una ragazza thai che si prodiga in un sexy body massage. Un'altra scena simpatica è quella del mercenario che trafuga gli orologi delle vittime fingendosi un cadavere. Situazioni umoristiche improvvise dopo avere visto pochi secondi prima massacri indiscriminati e cruenti, come l'esecuzione del reporter francese. Il film segue il trend del genere bellico-mercenario nella scia del primo "Rambo" e, per rimanere a Hong Kong, del coevo "Mercenaries From Hong Kong" e del più noto e successivo "Eastern Condors" (1987).

Assurdo l'inserimento al fianco del comandante interpretato da Eddy Ko, il nome di punta del cast, di un bambinetto indifeso, si tratta del figlio (!) e serve per moltiplicare le situazioni di pericolo, in qualche modo anticipa il Chow Yun Fat di "Hardboiled" impegnato nel salvataggio di un neonato. "Heroes Shed No Tears" è una caccia allo sparuto gruppo di mercenari in fuga con il prezioso ostaggio del generale corrotto, intrapresa dai suoi uomini insieme a un esercito guidato da un comandante (un grande Ching-ying Lam) mosso da risentimenti personali, a questi si aggiunge una tribù di poveracci costretti sotto la minaccia di sterminio. Esplosioni, agguati, assedi dinamitardi, torture e massacri assortiti lasceranno ben pochi sopravvissuti. Ancora inedito in Italia. Per i fans di John Woo è un dovere vederlo.

Tit.originale:"Heroes Shed No Tears"
paese: Hong Kong
Rating:7/10


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