I Magnifici Sette nello Spazio (1980)


Un'avventura spaziale prodotta da Roger Corman.

Per tentare di resistere alle mire di invasione del malvagio Sador e del suo esercito, gli abitanti del pacifico pianeta Akir incaricano il giovane Shad di intraprendere un viaggio nella galassia per reclutare dei mercenari. Shad si inoltra nello spazio e nel suo peregrinare incontra strani personaggi che, per varie ragioni, accettano di unirsi nella missione di salvataggio.

Il film rientra nel sottobosco della serie B nonostante sia ricordato per essere stato, al momento della sua uscita, quello più costoso per l'intraprendente regista-produttore Roger Corman, uno degli specialisti più leggendari del cinema a basso costo. Era il periodo travolgente della (prima) saga di Guerre Stellari, nello stesso anno esce "L'impero colpisce ancora", ma "I Magnifici sette nello spazio" non riesce a reggere il confronto per tecnica e questione di budget, semmai somiglia di più al precedente "Starcrash - scontri stellari del terzo tipo" di Luigi Cozzi, un altro spin-off nato nella scia del film di Lucas. E dire che a curare gli effetti speciali e la direzione artistica del film compare James Cameron, in pratica all'esordio in una produzione importante. Per stare in argomento si può dire che gli effetti speciali sono dignitosi ma tutt'altro che eccezionali, un giudizio che si può estendere all'intera pellicola, sono comunque presenti per buona parte della vicenda densa di scontri tra astronavi di varie forme, come la bizzarra Nell guidata dal protagonista Shad.

La sceneggiatura di John Sayles, uno dei protetti di Corman e futuro regista di "Fratello di un altro pianeta", richiama nella struttura in modo plateale il classico di Kurosawa "I Sette Samurai" e di conseguenza il remake western "I Magnifici Sette" che il titolo italiano del film ha prontamente mutuato in "I Magnifici sette nello spazio". La storia prevede il raduno di un gruppo di eroi da contrapporre a un cattivone che vuole spadroneggiare, dopo gli scenari del medioevo giapponese e il western americano, questa volta la variante è costituita dall'ambientazione spaziale, molto più libera dagli schemi e fantasiosa. Di buono c'è che il film non pretende di avere toni eccessivamente drammatici e presenta una serie di personaggi abbastanza variegati per non annoiare, uniti dalla presenza del protagonista principale Shad interpretato da Richard Thomas, per essere cattivi un Luke Skywalker dei poveri, da noi noto per avere dato il volto al John Boy della serie tormentone (per l'epoca) "Una famiglia americana". Thomas ha sempre quella perenne faccia pulita da bravo ragazzo che gli ha aperto la carriera (tv) ma anche precluso molte porte (un possibile successo cinematografico), alla lunga risulta insopportabile e monocorde.

Meglio i suoi comprimari, anche se non di molto e senza esagerare, tra i quali spicca il cowboy di George Peppard, sorta di camionista dello spazio in anticipo sugli "Space Truckers" (1996) di Stuart Gordon, con armonica d'ordinanza e una predisposizione alla bevuta. Robert Vaughn invece si ritrova 30 anni dopo "I Magnifici sette" a ripetere la stessa parte nello spazio, un simpatico in-jokes che dichiara apertamente le intenzioni della pellicola, il suo personaggio di fuorilegge redento è quello più tragico e dark del lotto. La bellezza prorompente di Sybil Danning, una pin up mozzafiato  con tante presenze in diversi b-movies, da le forme alla pilota guerriera Saint-Exmin, molto sexy i suoi costumi soprattutto quello di guaina in pelle nera. L'altra presenza femminile è quella di Darlanne Fluegel, la carina Nanelia che si posiziona al fianco di Shad nel reclutamento dei mercenari.

Ironiche e buffe le creature del film, si notano i curiosi cloni alieni Nestor, un'unica entità divisa in cinque componenti, tutti pallidi e bianchi, il belligerante Cayman invece è un rettiliano che ricorda il mitico Gort della serie Star Trek, a lui si accompagnano dei piccoli e strani esseri capaci di immagazzinare energia elettrica. Il cattivo Sador è interpretato da John Saxon (aka Carmine Orrico),   sempre appollaiato nella sua astronave munita del temibile "convertitore stellare", un'arma capace di incenerire un pianeta, insieme al suo esercito di uomini deformi, tutti segnati da uno squarcio in fronte, sembra più provenire da una produzione giapponese del periodo (tipo "Guerre fra galassie") che da un film americano, forse questo è dovuto per la regia del nippo-americano Jimmy T. Murakami, in seguito specializzatosi in film natalizi. Non un titolo imperdibile ma abbastanza interessante da attrarre gli appassionati della fantascienza avventurosa.

Tit.originale:"Battle Beyond The Stars"
paese:U.S.A.
Rating:6/10

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