Last Knights (2014)

Clive Owen e Morgan Freeman in un'avventura medioevale ispirata alla leggenda dei 47 Ronin.

Il valoroso Raiden è costretto a giustiziare il proprio signore Bartok a seguito di una macchinazione del ministro Geza Mott, l'inviato dell'imperatore. Il clan di Bartok viene sciolto e depredato, Raiden si macera nel dolore che soffoca nell'alcool, anche i suoi uomini sono dispersi e ormai privi di un padrone. Il malfidente Geza Mott intanto ordina di tenere d'occhio Raiden, convinto che prima o poi l'uomo intraprenda un'azione di vendetta nei suoi confronti....

Il ritorno del regista di "Kyashan la rinascita" (2004) e "Goemon" (2009) Kazuaki Kiriya coincide con una singolare co-produzione internazionale tra Repubblica Ceca e Corea del Sud, impreziosita da due attori di richiamo come Morgan Freeman e Clive Owen. Il lungo lasso di tempo dall'ultimo lavoro però non ha portato consiglio al talentuoso autore, alle prese con scenari più realistici del solito e meno consoni alla sua visione composta da set ricostruiti in computer grafica e un senso dell'azione acrobatica hi-tech fuori dal comune. Lo stile tecnologico di Kiriya sembra sacrificato a favore di una storia classica, con i piedi per terra, ispirata alla leggenda giapponese dei 47 Ronin, una rivisitazione medioevale che lo accomuna al recente e più esplicito "47 Ronin" (2013) con Keanu Reeves, i due film si avvicinano inoltre per una serie di incertezze narrative e lo scarso responso commerciale.


Si respira una strana atmosfera per via dell'ambientazione imprecisata, siamo in un medioevo alternativo e multirazziale, nel bel mezzo di un regno suddiviso in clan autonomi con a capo un imperatore che può decidere le sorti di chiunque. La produzione sfrutta i set naturali della Repubblica Ceca tra foreste e le pregevoli architetture di antichi castelli/edifici medioevali, tuttavia in brevi momenti fanno capolino anche dei fondali ricostruiti in computer grafica, soprattutto nelle inquadrature in campi lunghi, in particolare per ricreare la tenuta-fortezza (vista dall'alto) del ministro Geza Mott. Per un momento, complice anche la tensione marziale da samurai-movie, la presenza di Kiriya sembra prendere consistenza, soprattutto nel promettente prologo con un combattimento-agguato veloce tra guerrieri armati di spada, tra i quali spicca l'abile Raiden di Clive Owen, un cavaliere nero vestito, ma l'azione comincia a scemare subito per dare spazio a un odioso complotto ai danni del possidente Bartok di Morgan Freeman. Per l'attore nero devono essere bastati 3 o 4 giorni di ripresa per assicurarsi il cachet e fornire la solita prova professionale e impeccabile, in questo caso anche troppo breve visto che il suo sacrificio arriva nei primi minuti di pellicola.

Last Knights dura non poco, quasi due ore, ma non riesce a creare quel senso di partecipazione richiesto, i momenti migliori e più intensi restano l'inizio e il finale, nel mezzo una serie di lungaggini, situazioni ripetitive e dialoghi depistanti sono inseriti per inscenare un colpo di scena che in realtà appare inutile e non inaspettato, con la conseguenza di rendere poco scorrevole la vicenda. A reggere in qualche modo l'attenzione è l'ottima prova del villain di Aksel Hennie (Headhunters) nel ruolo del ministro Geza Mott, un pavido e disgustoso uomo attaccato al potere, in ogni sequenza in cui compare sprizza cattiveria, insolenza e codardia allo stesso tempo, sembra trasmettere un'influenza negativa a chiunque gli stia vicino. Il resto del cast è meno tratteggiato, gli uomini di Raiden poi sembrano poco più che comparse, anche il personaggio del noto caratterista Cliff Curtis è appena abbozzato. L'impatto sontuoso e irrazionale dei precedenti lavori di Kiriya è lontano, seppure trattenuto piace abbastanza questo nuovo rigore e l'eleganza formale ma non convincono le scene d'azione, troppo ordinarie per essere dirette dal regista di Goemon.

Clive Owen non sfigura ma nemmeno sembra crederci sino in fondo, il sofferto personaggio di Raiden si perde nella irrisolta parte centrale per poi riprendersi la scena nel drammatico epilogo, non prima di alcune schermaglie e rese dei conti che lasciano perplessi: il confronto sempre rimandato sin dalle prime battute con il luogotenente di Geza Mott, interpretato da uno sprecato Tsuyoshi Ihara( 13 Assassini, Ninja), non è all'altezza delle aspettative. Kiriya conferma la prerogativa di donare ai suoi film dei finali intensi e convincenti, Last Knights senza fare scalpore quasi riesce a provocare passaggi di vera commozione ma non basta a eludere il pensiero che il consistente potenziale è stato sfruttato solo al minimo. Per il regista giapponese è una battuta d'arresto forse non grave ma evidente, il lancio internazionale per il momento è rimandato a data da destinarsi. 

Tit.originale: Last Knights
paese: Repubblica Ceca /Corea del Sud
Rating:6/10


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