La Casa del Peccato Mortale (1976)

Uno dei migliori horror di Pete Walker.

La giovane Jenny ha dei problemi sentimentali, è confusa e insicura, si reca anche in chiesa per confessarsi. L'incontro con il prete Meldrum è funesto dato che l'uomo è un pazzo ossessionato, al punto da insidiare la ragazza che non riesce a convincere le persone vicine del pericolo in corso. La sorella di Jenny però comincia a nutrire dei sospetti su Meldrum.....

Insolito nella trama e audace per il messaggio esplicito contro la Chiesa, il film di Walker rappresenta l'orrore del potere precostituito e autoritario. L'affondo non è totale dato che alla figura maligna e incombente del religioso Meldrum, dichiarata sin dall'inizio, si contrappone un altro prete, interpretato da Norman Eshley, gentile e libertario al punto da mettere in discussione il voto di castità nell'incontro con la sorella della protagonista Jenny. La Casa del Peccato Mortale resta un horror per via della follia che lo attraversa e le atmosfere gotiche suggerite, un quadro realistico che non manca di sorprese, capace di crescere in intensità sino a un finale duro e cattivo. Pete Walker forse nel suo film migliore, regista schivo e anomalo all'interno del panorama horror inglese anni 70, tanto da subire un'indifferenza ingiustificata anche tra gli appassionati sino ai nostri giorni.


Il prologo che raffigura il tormento di una ragazza all'interno della sua cameretta, con i genitori al piano di sotto preoccupati, concluso con il suicidio della giovane, è tenebroso e introduttivo a una storia di prevaricazioni e violenza, oltre che psicologica, anche fisica. Nel corso della pellicola omicidi sanguinosi portati alle vittime con brutalità, puntellano un'avventura nera e disperata che ha nella biondina Jenny di Susan Penhaligon (vista in seguito in "Patrick"), la perfetta eroina giovane e carina in pericolo. Anthony Sharp, attore britannico visto in opere come "Arancia Meccanica", "Barry Lyndon", "Mai dire mai", imperversa con potenza nel ruolo di Padre Xavier Meldrum, un prete inquietante che persegue la rettitudine delle pecorelle smarrite con atti folli e omicidi, una scellerata interpretazione della vita guastata dagli incubi del passato che non sono mai stati risolti.

Al fianco di Meldrum si scorge l'altrettanto sinistra governante Miss Brabazon, l'attrice feticcio del regista Sheila Keith presente in pratica in tutti gli horror di Walker, indimenticabile nella parte con un occhio cieco coperto e dalla tenuta severa, a formare una coppia di totale follia degna dei migliori horror gotici del passato e non solo. Il presbiterio, il camposanto e la cupa dimora di Meldrum compongono una scenografia gotica che riporta agli scenari degli Universal Monsters, anche se data l'origine british siamo più dalle parti della Hammer, il temporale che arriva nel finale non fa altro che accentuare la sensazione di essere dentro un horror classico.

Il lungo finale si colloca ad altissimi livelli, ci sono un'atmosfera malsana, una catena di eventi pieni di tensione, violenza e disperazione, il tutto condensato verso una chiusura implacabile che, a distanza di 40 anni, riesce ancora a fare male. Buoni tutti gli interpreti, da menzionare almeno la bella sorella di Jenny con il volto di Stephanie Beacham, nel cui negozietto con appartamento soprastante sono ambientate numerose sequenze. Pete Walker in seguito dirige soli pochi film, chiude con il cinema con "La Casa delle lunghe Ombre" nel 1983. Il vero peccato mortale non è tanto nel titolo, quanto il constatare di come sia poco conosciuto il film di Walker. Imperdibile.

Tit.originale: "House of Mortal Sin"
Paese:Inghilterra
Rating:8/10


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