Victor - La storia segreta del dott. Frankenstein (2015)

Tit.originale:Victor Frankenstein
Paese:USA/Inghilterra

Il nuovo adattamento del capolavoro Frankenstein con James McAvoy e Daniel Radcliffe.

Lo scienziato Victor Frankenstein scopre in un giovane gobbo, costretto a lavorare in un circo, delle doti intellettuali superiori. Frankenstein libera il ragazzo, cura le sue menomazioni e stringe una amicizia saldata dall'intenzione di spingersi oltre i limiti conosciuti intorno al mistero della vita, lo scienziato con l'aiuto del suo nuovo assistente vuole creare un essere capace di sconfiggere la morte.

Conoscete già la storia dice a inizio film la voce off del personaggio di Radcliffe, e per chi frequenta il genere (ma non solo) è difficile dire il contrario, anche coloro che non ha mai letto il romanzo fondamentale "Frankenstein" di Mary Shelly sanno bene che stiamo parlando di un fenomeno pop a base di immortalità, esperimenti e creature mostruose. Il problema, o meglio uno dei presunti tali, della pellicola di Paul McGuigan è proprio il suo essere fuori tempo massimo: è necessaria l'ennesima visione del mito di Frankenstein? no, ma è anche vero che non c'è niente di male nel proporre una nuova versione di un tema, quello di sconfiggere la morte, che non passerà mai di moda. Al pubblico pare però non interessare troppo, se poi si tratta di un horror "in costume" di ambientazione ottocentesca il flop è assicurato, meglio non sapere le ragioni, e assimilabile al destino dei recenti "Orgoglio pregiudizio e Zombie" e "Crimson Peak". Peccato visto che la confezione e gli spunti interessanti non mancano e lo spettacolo è più che godibile.


Il regista Paul McGuigan torna dopo alcuni anni di silenzio dall'ultimo "Push" (2009), interessante opera fantascientifica, ma deve registrare la freddezza generale intorno alla sua nuova opera nonostante una coppia protagonista notevole, formata da due giovani attori affermati come Daniel Radcliffe, marchiato per sempre per essere stato Harry Potter, e James McAvoy, conosciuto per interpretare la versione giovane del prof.Xavier della serie X-men. I due reggono da soli il film che vuole il punto di vista privilegiato nell' Igor di Radcliffe, la vicenda è filtrata dai suoi ricordi e per la prima volta raccontata dalla parte dell'assistente del folle Frankenstein, una rappresentazione inedita che non disdegna parentesi sentimentali con l'incontro di una bella equilibrista (Jessica Brown Findlay). Lo scienziato di McAvoy non fa mancare la sua presenza, che troneggia sin dal titolo, un Frankenstein elegante come un dandy, brillante e con slanci ambiziosi e visioni malsane assecondate dall'assistente/amico, i due legano subito per la predisposizione agli studi anatomico-scientifici del corpo umano che per loro non sembra avere segreti: curiose le soggettive "radiografiche" (alla Ken il guerriero) dei protagonisti che scorgono gli organi interni delle persone disegnati come gli schizzi sulla lavagna di un patologo.

La migliore intuizione della pellicola, quella di un'amicizia scatenata da eventi imprevedibili e casuali, presente sin dal primo rocambolesco incontro sotto la tenda di un circo, sorregge un film dai tocchi macabri venati di ironia, una miscela ben sintetizzata nell'episodio dell'esperimento con lo scimpanzé: divertente ma anche inquietante. Una ricerca tenebrosa sul segreto della vita (e della morte) resa difficoltosa dall'indagine dell'agente Scotland Yard Turpin di Andrew Scott, un personaggio freddo e tormentato che tiene desta la tensione e il fiato sul collo dei protagonisti. In alcuni momenti sembra di stare dalle parti di Re-animator, altra opera che, elaborata da H.P.Lovecraft e adattata da Stuart Gordon, deriva sempre dal mito di Frankenstein. La sceneggiatura dell'emergente Max Landis (Chronicle), figlio del noto regista John Landis,  muove i due giovani in un territorio (de)composto di resti organici, esperimenti disgustosi, dentro a un'ambientazione gotica affascinante ricreata in una Londra plumbea ma poco visibile se non in brevi tratti, sono privilegiati gli interni come l'immancabile laboratorio di Victor Frankenstein, bello, spazioso e razionale.

Verso la parte conclusiva si scivola nelle atmosfere de "I predatori dell'arca perduta" (ma anche del primo Hellboy), nei pressi di una castello isolato sopra una scogliera, c'è pure la presenza di alcuni malintenzionati molto simili ai nazisti del film di Spielberg, bellissima location arricchita da buoni effetti speciali per l'esperimento finale della nascita della fatidica creatura composta da resti umani che nasconde una piccola sorpresa. Si tratta del culmine del film ma anche del passaggio meno riuscito, gli ultimi 15 minuti potevano essere risparmiati, si è ceduto alla tentazione di rivelare la creatura, produrre un film di Frankenstein senza il mostro è ancora impensabile, ma di contro si svuotano tutte le implicazioni di fascino e mistero sin lì accumulate. In fondo, viene ripetuto anche nel finale, conoscete già la storia, era quindi più saggio fermarsi prima, sotto la pioggia scrosciante, con l'immolazione di un corpo nascosto e crocifisso innalzato verso il cielo nero, carico di fulmini e saette.

Rating:7/10


Commenti

Babol ha detto…
Pensavo peggio, sinceramente. Un fumettone divertente retto soprattutto dalla performance di McAvoy, su Radcliffe stendo un velo pietoso, quel ragazzo è l'inespressività fatta persona.
Sciamano ha detto…
Radcliffe non è il massimo, concordo, mi ricorda Elijah "Frodo" Wood.....sempre bravo McAvoy....
;)