It Follows (2014)

L'atteso horror diretto da David Robert Mitchell.

Tit.originale:It Follows
Paese:USA

Detroit, la 19enne Jay esce con un nuovo ragazzo, sembra un tipo a posto e carino, ma dopo avere consumato il primo rapporto intimo la immobilizza e le preannuncia l'arrivo di una minaccia non meglio precisata. Da quel momento il ragazzo scompare e Jay comincia a subire visioni spaventose di persone che la seguono.....

E anche la generazione Y, i ragazzi per lo più intorno ai 20 anni definiti negli ultimi tempi con il termine generico di millennials, ha il suo teen-horror di riferimento, a sottolineare l'importanza di uno dei pochi horror autorevoli e potenti usciti in questi anni. It Follows mantiene tutte le aspettative nella sua tardiva uscita nelle sale italiane, triste ormai appurare come nel nostro paese l'horror registri ritardi più che raddoppiati rispetto al passato (colpa anche dei furbetti che si scaricano i film alla loro uscita nei circuiti esteri, a discapito di chi aspetta paziente, salvo poi lamentarsi della distribuzione, insomma il solito discorso annoso e spinoso che è meglio lasciare cadere...), un'opera che riesce a essere al tempo stesso riconoscibile nella sua struttura di stampo "slasher" ma anche originale e depistante, quel tipo di film che rimane dentro a fine visione, una sensazione che è capitata a molti a quanto si intuisce in giro. E c'è del vero, quel senso di inquietudine arriva lento e inesorabile dopo una splendida chiusura di sospesa incertezza, verso un futuro indefinito.


Il nome da segnare è quello di David Robert Mitchell, regista e sceneggiatore, non più uno sbarbato (classe 1974), alla sua seconda opera dopo il poco visto "The Myth of the American Sleepover" (2010), catapultato all'attenzione degli appassionati del genere che scalpitano nell'attesa del terzo "Under the Silver Lake", Mitchell però non sembra intenzionato a ripetersi, pare infatti che l'horror c'entri poco. Il regista riesce a catture la paura senza mostrare particolari scene efferate, non vi sono omicidi brutali, a parte il bel prologo con la ragazza in fuga, è più una questione di incombenza e minaccia continue che attanagliano la protagonista Jay, la splendida Maika Monroe divenuta in breve la preferita scream queen  (o final girl) in circolazione, una scelta felice per il ritratto di un'eroina fragile e convincente alle prese con un avversario indefinibile, dai mille volti, che può essere visto solo da lei.

Mitchell ama Carpenter e si vede, nonostante si sforzi di prendere altre direzioni, del resto il quartiere di Jay sembra la Haddonfield di "Halloween" (1978), inoltre la maledizione che produce "It" o la "cosa" raffigurata da inquietanti persone che avanzano lente verso la vittima, riportano al mostro di "The Thing" (ma anche lo stesso Michael Myers),  capace di riprodursi in diverse fattezze e manipolazioni, un'intuizione che porta lo spettatore a fremere ad ogni presenza sullo sfondo alle spalle dei protagonisti. A Jay è stato trasmesso un testimone maligno e funesto che non dà scampo ma che a sua volta può essere trasferito in nuovi corpi con un rapporto sessuale, forse l'unico modo di sconfiggere il male è quello di donarlo ad altri. Una lunga fuga contro il male può definirsi It Follows, con una grande ambientazione, una protagonista fantastica e un corredo sonoro adeguato ed evocativo, firmato Disasterpeace, composto da temi elettronici dark, un mood ricorrente negli horror recenti come The Neon Demon o The Guest, quest'ultimo sempre con Maika Monroe.

It Follows è una di quelle opere che vanno interpretate, c'è chi ha visto la paura dell'aids per via del terrore trasmesso con il sesso, nel film rappresentato non tanto come un'esperienza gioiosa, tutt'altro, ma quanto come un vero rito di passaggio, in questa sede si preferisce tendere (anche per la presenza di alcuni dialoghi rivelatori) a considerarlo come un film simbolico sulla paura di invecchiare, di non essere più quelli di prima, insomma il fatidico e traumatico passaggio verso la vita adulta. Nel film di Mitchell gli adulti sono sullo sfondo, appena inquadrati, considerati senza dichiararlo degli sconfitti, colpevoli di avere creato un mondo di macerie e desolazione che si riflette negli scorci di una Detroit devastata e abbandonata. I veri protagonisti sono Jay, la sorella Kelly (Lilli Sepe) e la loro gang di amici che si organizzano per affrontare il pericolo, tutti personaggi ben delineati e interpretati, che si muovono in una realtà quasi fuori dal tempo, la volontà di Mitchell nel descrivere uno scenario imprecisato, con nessun riferimento tecnologico recente, ha portato a valorizzare locations preziose e ricercate per sequenze memorabili come il finale ambientato nella piscina abbandonata. Epocale.

Rating:9/10


Articolo apparso in origine quihttps://www.cinemaz.com/recensioni/9532-it-follows-2014.html

Commenti

Michele Borgogni ha detto…
Concordo con la tua recensione. Io nel sesso come metodo di trasmissione del demone persecutore ci ho visto anche un mezzo omaggio al più classico dei topoi dello slasher, sesso = morte. C'è molt(issim)o Carpenter insieme ad una estetica alla Refn, con un approccio studiatissimo alla fotografia di ogni scena. Mi è piaciuto molto, sono tra quelli che l'hanno scaricato all'uscita perché pensavo non sarebbe mai arrivato nelle sale italiane, ma ora sono anche andato a (ri)vederlo ;)
Sciamano ha detto…
L'aspetto tecnico è davvero curato, Mitchell mi ha stupito (il film precedente non l'ho visto) non credevo di rimanere così coinvolto. Sul discorso sesso=morte concordo, è senz'altro un riferimento slasher riconoscibile ma proposto con nuove e originali soluzioni.
Lo sfogo sullo scaricare i film mi è scappato visto che ho visto il film in sala da solo...DA SOLO...unico spettatore, ho goduto visto che avere una sala tutta per te è sempre un piacere però boh che amarezza.... sono andato di venerdì spettacolo delle 18.00, ok orario anomalo ecc. ma in Italia stiamo messi male...