I Crudeli (1967)

Il western diretto dal grande Sergio Corbucci.

paese:Italia/Spagna


La guerra di Secessione è finita ma il colonnello Jonas organizza con i suoi tre figli un'imboscata ai danni di un reparto nordista, l'intento è di depredare un'ingente somma di denaro utile per finanziare un nuovo esercito confederato. Riusciti nell'impresa, Jonas e i figli nascondono i soldi in una bara avvolta da una bandiera sudista dentro un carro e fingono di trasportare un ufficiale morto, un'ulteriore copertura è la donna che li accompagna vestita a lutto fatta passare per la vedova, ora devono riuscire a raggiungere il confine....

Nel film western successivo al leggendario "Django" per Corbucci c'è ancora una bara che vaga per tutta la vicenda a nascondere qualcosa di pericoloso, questa volta ci sono un mucchio di soldi in ballo ma anche tanto sangue e cadaveri a costellare l'ennesimo grande western di un maestro riconosciuto del genere. I Crudeli è un film poco visto e considerato anche per via della scarsa accoglienza all'epoca e l'inesistente distribuzione negli anni, ben più famosi e acclamati i successivi "Il Mercenario", "Il grande Silenzio", "Vamos a Matar Companeros", tutto grandi capolavori del western italiano, sia chiaro. I Crudeli resta un grande film, una vera gemma nascosta che denota tutti i tratti migliori del regista che vanno dal tema della crudeltà (da cui il titolo eloquente), una grande ambientazione e una tensione negativa, per certi versi tetra e prossima all'horror.


Grande storia ideata dal produttore Albert Band, il padre del futuro produttore b-horror Charles Band, tutta on the road e ambientata in esterni, bene sceneggiata e sorretta dalla regia di Corbucci che è forse l'unico regista che può essere accostato al sommo Leone con il quale condivide diversi  collaboratori artistici, tra cui spicca Ennio Morricone che firma la colonna sonora attraversata da una bellissima tromba solista con lo pseudonimo Leo Nichols. Cast affiatato e di livello con protagonista l'anziano veterano di pregio Joseph Cotten, ottimo nella parte del rude e idealista colonnello Jonas, la migliore è però la bella Norma Bengell, la ragazza costretta a unirsi al gruppo per sostituire la precedente donna-vedova eliminata dopo una resa dei conti, attrice affascinante cresce con il personaggio che infiamma la tensione tra i giovani fratelli del colonnello. Uno dei figli di Cotten è un pazzo predatore sessuale con il volto di Gino Pernice, di contro il fratello interpretato da Julian Mateos è comprensivo e gentile.

Altro attore conosciuto è il bravo Aldo Sambrell, uno dei preferiti di Leone, entra in scena per poco nell'usuale parte del peones messicano bastardo ma lascia il segno, per poi riserbare un colpo di scena che non è bene rivelare. Girato poco lontano Madrid, si avvale della fotografia di Enzo Barboni, mantiene un'atmosfera plumbea nonostante le scene in pieno giorno, l'unica sequenza notturna, quella del cimitero però è molto bella, con una luce gotica e densa di fango nella tradizione di Corbucci.

Tutto ruota intorno allo sparuto gruppo di protagonisti che hanno il maggiore problema nel tenere nascosto il contenuto della bara, da questo intento nascono una serie di situazioni di grande tensione, le perquisizioni dei soldati, gli imprevisti e i tradimenti, a tal proposito l'arrivo di Al Mulock, altro grande volto del western italiano (Il buono, il brutto, il cattivo, I giorni dell'ira), ma anche occasioni sottilmente divertenti come l'incontro con il prete di un paese che vuole benedire il feretro. Il presupposto di rimettere in piedi una forza militare è una lucida follia portata avanti dal colonnello Jonas, uno spirito invasato che pervade e trascina tutti i congiunti in un disperato finale, molto bello e intenso. Per chi ama i film di Corbucci e il western italiano, per tagliare corto: da non perdere. Fantastico il titolo internazionale: The Hellbenders.

Rating:8/10


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