La Notte del Giudizio - Election Year (2016)

Il terzo capitolo della saga The Purge.

Tit.originale: The Purge - Election Year
Paese:USA

In vista delle imminenti elezioni presidenziali, la senatrice Roan è divenuta un ostacolo per il ministro Owens rappresentante degli interessi dei Padri Fondatori, il gruppo di potere che ha stabilito la notte dello sfogo: un breve periodo di ore in cui l'omicidio è legalizzato ai danni dei più poveri e dei più deboli. I Padri Fondatori per l'ultimo sfogo hanno deciso di fare le cose in grande: uccidere la senatrice Roan che conta per la sua incolumità della fidata guardia del corpo Leo Burns.

Per lo più sottovalutata sin dal primo capitolo uscito nel 2013 con il titolo La notte del giudizio, la saga ideata da James DeMonaco è riuscita a costruire un significativo successo commerciale e stabilire uno scenario coerente intorno al semplice concetto dello sfogo violento di una nazione basato sull'omicidio, una proiezione di fantasia sino a un certo punto visto che si ispira alla contraddittoria società americana, sempre più incline a ridurre lo scarto con la fiction per via di un'escalation di violenza e ricorso alle armi private che non sembra conoscere limiti (dal 2003 al 2013 sono morti più di 300 mila americani per armi da fuoco!). Nata come saga horror nel suo piccolo è diventata un riflesso contemporaneo di una società ancora alle prese con il razzismo, l'ingerenza dei poteri forti e l'abuso della violenza. Non sono molti i film recenti che possono vantare un simile approccio, anche politico, nel genere horror poi era forse dai tempi di Carpenter che non accadeva.


E in fondo questo terzo capitolo può ricordare alcuni capisaldi di Carpenter come "Fuga da new York" e "Essi Vivono", per le ambientazioni urbane oppresse da forze dell'ordine e la presenza di un manipolo di volenterosi in corsa per una missione disperata e risolutiva. Fermo restando che non siamo ai livelli di simili capolavori evocati, il regista James DeMonaco sa il fatto suo e predispone un'avventura notturna molto tesa e piena di azione e violenza, senza dimenticare dei rimandi horror-macabri in diverse situazioni folli e sanguinarie, come la decapitazione di sventurati in vicoli bui e isolati e altri riti efferati ricreati con curate coreografie (l'albero degli impiccati). Per creare un simile quadro di follia e giustificare una terza avventura ambientata nella notte in cui l'omicidio è permesso ai danni di chiunque, la sceneggiatura ricorre a inevitabili semplificazioni con i cattivi sempre più cattivi e feroci mentre gli eroi sembrano delineati meglio nei personaggi, con Frank Grillo che ritorna dal secondo capitolo nella parte di Leo Burns, questa volta è un bodyguard massiccio e risoluto che deve proteggere l'unica persona che può cambiare le carte in tavola.

Visto che il 2016 è l'anno delle presidenziali DeMonaco aumenta il corto circuito con la realtà introducendo il personaggio della senatrice Roan, la bionda Elizabeth Mitchell, un politico che può riportare una nuova speranza e l'abolizione della notte del giudizio. Non è difficile notare lo sbilanciamento della pellicola verso una causa politica contraria alla lobbies delle armi, ai razzisti e ai potentati finanziari. Come non notare che i Padri Fondatori sono tutti di razza bianca, anche la loro emanazione armata è guidata da un comandante ariano "sudista", l'attore Terry Serpico, stavolta è coinvolta anche la Chiesa e non ci fa una bella figura: il divertente personaggio del prete-assassino degno di uno slasher-horror.

Costata solo 10 milioni di $, e per un action americano che si confronta con i blockbuster sono un'inezia, la pellicola scorre senza soste come il precedente Anarchia, nonostante alcune ingenuità di troppo (il covo dei cospiratori con i piani dell'attentato in bella vista fa cadere le braccia), con numerose fughe, agguati e sparatorie violentissime. Frank Grillo e la Mitchell formano una coppia che crea meccanismi e situazioni già visti in passato ma regge bene la scena, sono credibili e si parteggia senza esitare per loro, così come alcuni comprimari di contorno tra i quali spicca il nero Joe di Mykelti Williamson, stereotipato gigante dal cuore d'oro ma efficace e ben inserito nel contesto. In conclusione un action-horror divertente che apre l'inevitabile interrogativo: arriverà un quarto capitolo?

Rating:7/10



Commenti

Babol ha detto…
Un netto distacco dagli altri anni e la dimostrazione che DEMonaco ha un percorso in testa da portare avanti fino alla fine. In questi tempi di cinema commerciale asservito alle majors non è cosa da poco!
Sciamano ha detto…
Si di questi tempi è una rarità o poco ci manca, DeMonaco riporta temi politici e reali che nel genere sembravano smarriti. Troppi stereotipi forse ma riesce a colpire!
;)
Michele Borgogni ha detto…
Gran bel b-movie, una saga che mi è piaciuta e continua a piacermi, e che sembra continuare ad avere molto da dire! Ce n'è bisogno!
Sciamano ha detto…
Penso che arriverà anche il quarto capitolo, visto gli incassi, è quasi sicuro. Concordo, una delle saghe più interessanti e divertenti degli ultimi tempi
;)