Chen il pugno che uccide (1976)

Il film di arti marziali sudafricano ambientato nel deserto.

Tit.originale:"Kill or be killed"
Paese: Sud Africa/USA

Sudafrica, il barone Von Rudloff assolda un gruppo di atleti marziali al fine di sfidare una squadra guidata dal giapponese Miyagi. Per il ricco uomo di origini tedesche si tratta di una rivalsa che cova dai tempi del Terzo Reich, di cui è ancora fervente sostenitore, quando venne umiliato dall'orientale in una gara sportiva sotto gli occhi di Hitler. La sfida prevede un torneo ambientato in una remota tenuta nel deserto, il giovane Chen schierato nelle file di Von Rudloff non accetta i metodi violenti del padrone di casa che lo ha ingaggiato con un raggiro, decide di fuggire ma non sarà semplice...

Bizzarro come solo un film di arti marziali degli anni 70 poteva essere, Chen il pugno che uccide è uno degli innumerevoli martial art movie del periodo prodotti sull'onda lunga della leggenda di Bruce Lee. Il titolo italiano sfrutta il nome di Chen, utilizzato nei doppiaggi italiani per i personaggi interpretati da Bruce Lee. Si presenta come un miscuglio esotico di ambientazione e rimandi, prodotto in Sudafrica e incentrato sul karate, aspetto questo non secondario, in un'epoca più orientata al kung fu cinese, con attori tutti di origine occidentale a partire dal protagonista di James Ryan nonostante un vago aspetto orientale, chiamato Chen appunto, che può essere inserito tra gli emuli del piccolo Drago, con un certo appeal fisico e dal capello lungo nero. I titoli di testa james-bondiani fatti con due soldi, con i crediti ondeggianti sulla pelle dei corpi di alcuni atleti che si affrontano, suggeriscono una pellicola povera, di basso livello produttivo.


La trama è un improbabile pasticcio weird che infila dentro a forza le arti marziali, il deserto e il nazismo, quest'ultimo è rappresentato dal personaggio di Von Rudloff, un nostalgico del Terzo Reich che si veste con divise militari e gira con auto addobbate da svastiche, delirante la sequenza del ricordo del passato evocato con l'audio di una parata nazista. Molto divertente l'interpretazione del gerarca da parte di Norman Coombes che sembra nato per essere il Barone Von Rudloff, un uomo pazzo spinto da un orgoglio pronto a tutto. Girato in Sudafrica dal locale regista Ivan Hall, ha come maggiore location una bella villa spacciata come un castello ricreato da alcune scenografie di cartapesta, alcune riprese in campo lungo sono talmente distanti da fare credere che quello inquadrato sullo sfondo non sia altro che un plastico (!), il dubbio rimane a favore della produzione. Gli scontri marziali non mancano, piuttosto ossessivi e grezzi, con realistiche coreografie, troppo ripetitive e meccaniche da risultare spettacolari.

James Ryan è il privilegiato nei combattimenti, nella foga a tratti sfoggia il vezzo di fischiare, a scherno dell'avversario, ma l'attore non svetta mai in performance particolari, a parte nel duello finale anche grazie a una tecnica assurda di salti sulle dune che può fare sorridere. Al suo fianco c'è una bella ragazza, tra l'altro non viene spiegato perché è l'unica donna tra gli atleti convocati nel deserto, tale Charlotte Michelle, una mora molto carina e tonica nella sua prima e unica interpretazione in carriera, si lancia anche in un paio di combattimenti divertenti. Grande spazio per il personaggio del nano Chico, anche in questo caso prima e unica apparizione dell'attore Daniel DuPlessis, il tuttofare di Von Rudloff interagisce con Chen e la sua donna, inoltre parte in giro per il mondo con l'incarico di ingaggiare nuovi atleti, una circostanza che permette di imbastire ulteriori scazzottate marziali, alcune di queste interpretate dai coreografi della pellicola Stan Schmidt e Norman Robinson, membri della Japan Karate Association Sud Africa.

Alcune sequenze sembrano vere testimonianze dei tempi, assurde e distaccate dal contesto, come la scena della traversata nel deserto messa in atto con un auto spinta da una vela, o l'evasione dalla prigione, improbabile e irreale. Grandi mazzate con la formula del torneo dentro a un'arena che riporta a I Tre dell'operazione Drago, il film resta un b-movie al 100% indicato agli appassionati del cinema marziale degli anni 70, gli unici che possono davvero apprezzare una pellicola ormai sepolta nel tempo. Uscito negli USA solo nel 1980, il riscontro positivo ottenuto da quelle parti ha indotto nel 1981 buona parte del cast, tra i quali il regista e il protagonista, a riproporsi nel sequel intitolato "Kill and Kill again" inedito in Italia.


Rating:6/10

Commenti