Hell or High Water (2016)

Rapine e cowboys moderni nel profondo Texas.

Tit.originale:"Hell or High Water"
Paese: USA

Texas, lo scalcinato ranch di famiglia sta per essere venduto per via delle ristrettezze economiche ma Toby ha in mente di salvarlo e insieme al fratello Tanner organizza una serie di rapine a mano armata. Intanto sulle tracce dei banditi si mette l'anziano ranger Marcus, prossimo alla pensione.

Un film d'altri tempi irrompe con una storia semplice e diretta di situazioni famigliari precarie e crisi economica diffusa, spesso dimenticate nella più sperduta provincia americana. Saranno lo scenario del Texas con i suoi grossi spazi desertici e i cappellacci da cowboy calcati sulle teste dei protagonisti, ma sembra di vivere un western moderno con i banditi che assaltano le banche e gli sceriffi alle calcagna. E in fondo di questo si tratta Hell or High Water, un riuscito omaggio al cinema anni 70 di Sam Peckinpah e Michael Cimino, difficile fare un complimento maggiore al regista David Mackenzie, qui nel suo lavoro più eclatante, capace di restituire la complessità dei personaggi e una drammaticità di fondo che ha solo il torto di essere prevedibile, in linea con il cinema degli eroi perdenti del passato.


Il merito è da suddividere con la bella sceneggiatura di Tony Sheridan, attore con il pallino degli script che dopo avere sceneggiato Sicario di Villeneuve ha calamitato l'attenzione, in grado di agevolare la prova sopra la media del cast con in primo piano la coppia di fratelli formata da Chris Pine e Ben Foster. Il primo riesce per un momento a farci dimenticare il bel faccino biondo di successo nella parte di Toby, un padre divorziato divenuto rapinatore per necessità, dal canto suo Foster sembra proprio a suo agio nella controparte fraterna Tanner, più sconsiderata e impulsiva, lui con la pelle da criminale vi è nato. I due caratteri contrapposti emergono sin dalle prime scene delle rapine in piccole banche di provincia, colpi facili a prima vista ma che, come nella tradizione dei noir-pulp, spesso possono portare alla tragedia.

Jeff Bridges nel ruolo del vecchio sceriffo pronto alla pensione si appropria del personaggio e lo rende vivido più che mai, anche con piccoli particolari (la scena del cappello appoggiato sulla punta del piede), è lo sceriffo del Texas che tutti si aspettano di vedere: bonario con leggere inclinazioni arroganti e razziste stemperate da un'ironia tagliente messa in mostra negli esilaranti dialoghi scambiati con il collega mezzo sangue (indiano) di Gil Birmingham, bravo anch'egli al punto da segnarsi il nome. Colonna sonora da veri cowboy solitari con birra in mano da sgolare guardando il tramonto a base di malinconiche ballate (country)rock, i pezzi strumentali sono firmati da Nick Cave e Warren Ellis.

Il regista David Mackenzie riduce le scene d'azione, concentrate più che altro verso il finale, predilige scavare nell'America bianca povera e disillusa, fatta di cameriere grassocce e anziane (l'ironica vecchietta che serve solo bistecche), di ragazze che abbordano i clienti nei casino' o di madri che devono fare quadrare il bilancio famigliare, i due fratelli Toby e Tanner altro non sono che facce/schegge impazzite di una stessa medaglia rappresentata da una vita amara schiacciata dai poteri forti (le banche) e l'incertezza per il futuro. Specializzato più che altro in serie tv di alto livello, il colosso televisivo Netflix riesce a produrre una volta tanto anche un film imperdibile, nonostante il suo anacronismo fatto di eroi scomodi e rimandi a un passato che non esiste più.

Rating:8/10

Commenti

Babol ha detto…
Film davvero bellissimo e coinvolgente anche per chi, come me, non va matta per il western!
Sciamano ha detto…
Molto bello, vero, più nello spirito che nella forma resta in effetti un western :)
Michele Borgogni ha detto…
Hai detto bene, film d'altri tempi! Recitato benissimo, diretto con grande solidità, mi ha sorpreso :)
Sciamano ha detto…
Gran film davvero, non so cosa aspettavo a vederlo (su Netflix) :)