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[Western🐎] Old Henry (2021)

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Sembra un film di S. Craig Zahler e invece è dello sconosciuto (oh, almeno per me) Potsy Ponciroli, e se per il regista di Bone Tomahawk (2015) il western finisce nell'essere coniugato con Lucio Fulci, in Old Henry si guarda ancora alle origini del mito di frontiera, seppure con crudele disincanto. La tensione psicologica da thriller si respira sin dai primi istanti, c'è qualcuno che deve essere trovato e ammazzato in fretta, ha fatto forse il torto alle persone sbagliate. Si pensa ai territori del grande Ovest americano come a un bel posto dove vivere, qui non lo è affatto, ci sono desolazione e fatica, la vita di campagna è dura, la provano sulla loro pelle il "vecchio" Henry insieme al figlio Wyatt non ancora maggiorenne. Un giorno dalla collina giunge un cavallo abbandonato, c'è del sangue sulla sella, iniziano i guai. Grande western che si pone alla fine di un'epoca, la didascalia recita 1906 (non vorrei sbagliare ahaha!), insomma siamo agli sgoccioli. Po

[Horror 💀] Censor (2021) + Hole -l'abisso (2019) + In Fabric (2018) + Breaking Surface - Trattieni il respiro (2020)

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(Censor, 2021) Folle horror di cui mi piacerebbe sapere i retroscena, o meglio le intenzioni della regista Prano Bailey-Bond qui all'esordio. Penso sia alla fine un grande omaggio all'horror a cavallo degli anni 70 e 80, guarda caso siamo proprio nei primi anni 80 in Inghilterra, nel bel mezzo dell'invasione horror-splatter delle vhs e video. Con uno spunto abbastanza inedito la protagonista interpreta una di quelle persone che erano incaricate di eseguire i tagli censura ai film. Ai tempi (o anche oggi?) si credeva che la criminalità o il male in generale fossero dovuti alla violenza al cinema e in tv, rendiamoci conto.  Il problema è che la ragazza ha un trauma legato all'infanzia dovuto alla scomparsa della sorella. La realtà e la finzione (horror) si fondono in un unico delirante incubo di sangue. A tratti sembra di stare in un film di Cronenberg, a volte su un set di Dario Argento ma non fai in tempo a dirlo che ti ritrovi nel bel mezzo di Evil Dead . Ok, sono solo

Nope (2022)

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Il terzo film di Jordan Peele mi ha fatto muovere le chiappe verso il cinema, ahimè attività che ho molto diradato (mi pare seconda volta in sala quest'anno) ma per lui e pochi altri ne vale la pena. Trovo Nope sugli stessi livelli dei precedenti Get Out e Us(Noi) , ormai la mano del regista è un marchio di fabbrica. Allo stesso modo mi aspettavo il colpo d'ala dell'autore, l'opera capace di esprimere in pieno il potenziale che ancora una volta si intuisce senza esplodere del tutto, almeno è quello che io ho riscontrato. Un'altra cosa, è chiaro come il regista voglia con i suoi film suggerire i punti di vista delle minoranze afro ( il protagonista del bravo Daniel Kaluuya si chiama OJ...eddai!), e interpretare la società (americana), ecco, io direi tuttavia di non soffermarsi troppo su questo aspetto. E uno dirà: ma come? John Peele è questo! Io insisto: se anche stavolta sentirete elenchi di sproloqui sulla metafora della fava grossa (citaz.) o temi sociali nasco

[Netflix] Carter (2022) + Spiderhead (2022) + The Gray Man (2022) + Incantation (2022) + Proiettile vagante (2020) + Malnazidos: nella valle della morte (2022)

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(Carter, 2022) Prendete (quasi) tutti gli action degli ultimi cinque anni e buttateli via. Carter spazza/spezza la concorrenza con una impetuosità da fare sembrare i blockbuster americani dei filmetti girati al rallentatore (vedi The Gray Man sotto). Il regista Jung Byung-gil di The Villainess (scopiazzato dagli sfigati creatori di John Wick ) torna dopo cinque lunghi anni con un nuovo action marchiato Netflix, più soldi e visibilità dunque, e non si risparmia. Solo i primi dieci minuti portano già a casa la pagnotta, è l'inizio di un unico piano-sequenza di stunts pazzeschi, combattimenti all'arma bianca, sparatorie e inseguimenti. Un The Villainess al cubo è Carter, se devo dirla tutta il primo lo trovo più elegante, forse meglio dire sobrio. Una sorta di risposta ad Hardcore! il concept estremo è identico, con influenze di The Man from Nowhere e una goccia di 28 giorni dopo . I difettucci pregressi li ho notati anche qui, mi riferisco alla sceneggiatura che lo stesso Ju

[Western 🍝] Scalps (1987) + Tex e il signore degli abissi (1985)

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( Scalps , 1987) Ho sempre avuto la curiosità di vederlo, più che altro per le violenze descritte e per essere un western italiano tardissimo del 1987, genere di cui a nessuno già all'epoca fregava ormai niente. La regia di Bruno Mattei non mi ha mai stuzzicato abbastanza, ma in fondo è più per colpa degli "odiatori" che hanno sempre ricoperto di insulti il regista, eppure io ho sempre trovato divertenti e scatenati i suoi film , non fa eccezione Scalps che rischia di essere il migliore da lui diretto. Non  è mai stato rivalutato Bruno Mattei, sempre visto con eccessiva critica. Ora non dico di portalo in alto e incensarlo (tipo quello che è successo a Fulci, osannato a partire solo dagli ultimi anni di vita del regista romano) ma almeno riconoscere che sapeva fare del cinema di serie b puro, mi rendo conto che in epoca di piattaforme streaming spiegare/ricreare tale spirito è sempre più difficile ma vabbè. Al fianco di Mattei c'è Claudio Fragasso che già da anni lo

RRR (2022)

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Attenzione prendere nota: Top Gun: Maverick e Jurassic World: Dominion NON sono i film del momento (ok, io devo ancora vederli neh, quello con i dinosauri forse fra qualche anno, se capita), questo titolo spetta a RRR !! Cinema di Bollywood a 300 all'ora e senza freni. E' un fatto culturale affrontare un film indiano, per me lo è, nel senso che è una cosa impegnativa, devi settare ogni volta i tuoi parametri su coordinate insolite, dato che si giunge nella "banale" entrata in un "altro mondo". Per me, ripeto, capita questo ed è la ragione (la pigrizia mentale) per cui sono sempre riluttante ancora nel 2022 a visionare un film hindi. Ci sono tutti quegli elementi che fanno sorridere gli (noi) occidentali, tipo i balletti e le cazzate "esotiche" (a scelta quello che uno pensa per prima cosa dell'India tipo Sai Baba e i serpenti) ma bisogna ammettere che fanno un cinema vitale e "denso", popolare nell'accezione migliore del termin

[🔪Proto-Giallo🔪] La donna del lago (1965) + Libido (1965) + Il terzo occhio (1966)

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(La donna del lago, 1965) Uno dei due registi della pellicola è Luigi Bazzoni,( l'altro è Franco Rossellini nipote del più noto Roberto), in seguito apprezzato per altri due titoli imperdibili all'interno del filone: Giornata nera per l'ariete (1971) e Le Orme (1975). In verità Bazzoni resta da sempre un nome dimenticato anche dagli stessi appassionati, peccato, forse anche per via delle sue opere sfuggenti e un po' tristi. La donna del lago è un thriller hitchcockiano, impossibile non notare i rimandi a La donna che visse due volte  e  La finestra sul cortile . Aperta parentesi: ma qualcuno si ricorda quando su Raiuno, in prima serata, trasmettevano i film di Alfred Hitchcock ? erano gli anni 80. Chiusa parentesi. Anche qui al centro c'è l'ossessione per una donna, un tema ricorrente per il Giallo all'italiana e non solo. Lo scrittore del bravo Peter Baldwin è in crisi sentimentale, si rifugia in un albergo di una località lacustre con l'intento di ri