I Am a Hero (2015)

Il film di zombi giapponese tratto da un manga.

Tit.originale:"I am a hero"(Intern.)
Paese:Giappone

Il 35enne Hideo lavora come assistente disegnatore ma è insoddisfatto, guadagna una miseria e come se non bastasse la sua donna ne ha piene le scatole di lui. Mentre alla radio si susseguono strane notizie di incidenti, scoppia all'improvviso un'epidemia tra la popolazione della città, molti cominciano ad assalire i propri simili con fare animalesco e omicida: le persone si stanno trasformando in zombi!

Per il genere zombi questa volta tocca ai giapponesi concepire una significativa e divertente versione, e come spesso capita da quelle parti è un manga la base di partenza. L'omonima opera I Am a Hero di Kengo Hanazawa ha ispirato il film di Shinsuke Sato (Gantz - l'inizio), specialista in adattamenti, che può disporre di un discreto budget al servizio di sequenze elaborate e piene di brulicanti zombi. Per riuscire a mettere in piedi un buon film di morti viventi basta un piccolo ma non scontato accorgimento: creare degli zombi che fanno paura, o per lo meno incutano timore. I Am a Hero ci riesce, con l'ausilio non secondario di abbondanti effetti speciali digitali, per fortuna non troppo artificiosi, abbastanza fantasiosi nel ricreare le mortifere creature.

In effetti il titolo dell'opera non induce a pensare a un film (manga) di zombi, si riferisce alla natura del protagonista costretto dagli eventi a maturare la sua condizione di debole e perdente verso una figura eroica, appunto. Niente di nuovo dunque ma dettato con un ritmo incalzante, la prima mezzora del film è piuttosto travolgente, senza pause davvero, con il protagonista Hideo fuggiasco testimone di un mondo impazzito in una spirale di caos e violenza: belle e inquietanti le immagini dei velivoli militari che solcano i cieli della città, meglio ancora i primi assalti degli zombi nel contesto urbano stradale, con gente fatta a brandelli, inseguimenti e incidenti.

La parte centrale è più tranquilla, si fa per dire, Hideo (Yo Oizumi) incontra nella sventura la studentessa Hiromi, carina come tutte le attrici del film, si pensi alla combattiva infermiera Tsugumi, o la stessa fidanzata di Hideo che, nei primi minuti, si trasforma in una temibile zombi-ragno per una delle scene più divertenti e sanguinose. Bisogna sottolineare la violenza e il sangue in ogni scena con gli zombi, la regia di Sato rende dinamici tutti gli scontri che si reggono su una buona tensione spettacolare. Le scenografie sono piuttosto variegate, si passa dalla grossa città (Tokyo) alle foreste ai piedi del monte Fuji, i protagonisti fuggono verso la montagna in quanto si ritiene che il contagio si arresti ad altezze elevate, sino a finire in un centro commerciale, più moderno e raccolto rispetto a quello del classico "Zombi" di Romero che non può fare a meno di essere ricordato.

Il finale si imprime in una carneficina action, con nuovi personaggi e situazioni: l'arrivo di una minaccia bizzarra di un temibile zombi atletico specializzato nel salto in alto(!), uno dei pochi spunti originali di una sceneggiatura solida ma anche molto prevedibile. Al momento I Am a hero ha al suo interno la sparatoria-headshot più lunga e intensa del filone zombi, una vera mattanza di corpi e teste che esplodono in un tripudio splatter notevole. Straniante il product placement dell'Alfa Romeo Giulietta bianca che si vede inquadrata con insistenza ad un certo punto della pellicola. Amanti dei manga e zombi maniaci un filmetto simpatico che fa al caso vostro.

Rating:7/10

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