The Head Hunter (2018)

Attratto da un bel trailer mi sono avvicinato a The Head Hunter, ossia l'avventura di un guerriero medioevale in cerca di vendetta per la figlia morta. Bastano pochi minuti per capire che non siamo di fronte a una grossa produzione, di recente noto il bisogno di altro e spesso si tratta di film indipendenti. Non mancano le controindicazioni a partire da una totale assenza di sequenze spettacolari e di azione, anche il ricorso agli effetti speciali (digitali) non è contemplato. In aggiunta il minutaggio è davvero esiguo, poco meno di 70 minuti. Elementi che penalizzano The Head Hunter in modo eccessivo verso il grosso pubblico, in giro le bocciature superano i giudizi positivi, io lo trovo interessante, una piccola opera horror sulla misantropia. L'immaginario di cui si nutre è un ulteriore pregio, a me è sembrato di vedere materializzarsi le copertine degli Entombed, gruppo di punta del death metal svedese anni 90, un'evocazione di quel filone ancestrale composto di leggendari guerrieri, riti pagani e natura misteriosa che non capita spesso di apprezzare al cinema. E' anche un film di mostri, il protagonista tiene una collezione privata di teste mozzate delle creature che uccide, ma per evidenti ristrettezze gli scontri con i suddetti vengono solo suggeriti. Aggiungo che l'elmo utilizzato dall'attore Christopher Rygh (specializzato in ruoli di personaggi medioevali vedo da imdb), è una figata. A un certo punto, nella seconda parte, The Head Hunter diviene una sorta di remake medioevale di Evil Dead, o se vogliamo un rimando privo d'ironia a Army of Darkness. Alla fine la cosa che mi ha dato più fastidio, di poco conto ne convengo, è l'architettura della casa in pietra del guerriero: troppo ordinata e moderna per l'ambientazione, sembra uno chalet.

Rating:6/10

Commenti

Unknown ha detto…
Già trovare un blog che parli di questo film è raro, trovare poi un articolo che non lo stronchi lo è ancora di più.
Personalmente mi è piaciuto da matti, fatto molto bene e c'è molto più horror qui, secondo me, che nelle ricche e pompose produzioni Blumhouse. Per me stra consigliato
Sciamano ha detto…
Sì alla fine, nonostante i limiti, non merita affatto di essere snobbato o peggio stroncato
;)
Anche a me è piaciuto. Una "tamarrata" contenuta. E poi il finale è troppo beffardo e l'ho gradito assai.
Sciamano ha detto…
Bene, si vero il finale ;)

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