Lords of Chaos (2018)

Il biopic sulla scena black metal norvegese dei primi anni 90, una storia fatta di poca luce e tantissime ombre intorno alla nascita di un movimento musicale sfociato subito nella criminalità e follia. Buona parte dell'alone maledetto che circonda l'ultima espressione musicale estrema di tale nome, deriva dalle gesta di un manipolo di ragazzini scalmanati (i sedicenti Inner Circle) amanti del metal. Per i cultori, dopo circa 30 anni, si tratta di roba stranota, a dire il vero ai tempi senza internet le notizie erano frammentate e ricomposte in modo chiaro solo con l'uscita nel 1997 del libro Lords of Chaos da cui è tratto il film. Per chi invece non conosce i fatti può colmare un passaggio controverso della musica più estrema del secolo scorso. Per quanto mi riguarda ero abbastanza curioso, anche per via del regista Jonas Akerlund che di recente ha fatto il notevole action Polar (2019) ma dal passato con un retroscena rivelatore: nel 1983 era il batterista dei Bathory, uno dei gruppi precursori del black metal. Negli ultimi 20 anni, Akerlund è considerato il numero 1 dei videomaker, tra i suoi più famosi lavori ricordo Smack my Bitch Up dei Prodigy e Paparazzi di Lady Gaga.
Che dire di Lords of Chaos, mi è piaciuto ma noto ancora una volta in un biopic la totale mancanza della musica! ok, ci saranno questioni di diritti(?) e altre menate ma stavolta siamo al minimo sindacale. Boh.
Nonostante il punto di vista privilegiato del chitarrista Euronymous (Rory Culkin, ma è il fratello di Macaulay! ahahha!) che puntella alcuni momenti con una voce fuori campo, classico espediente cinematografico, l'approccio è neutro, non si parteggia per i protagonisti, c'è un distacco netto, tanto da sembrare più una docu-fiction o reality show. L'argomento è pesante, visto che ci sono di mezzo suicidi, morti ammazzati e chiese date alle fiamme. Non c'è fascino in nessuna azione dei personaggi, e anche per questo l'ho trovato molto vicino alla realtà, poi certo mi pare di avere letto da qualche parte che molte cose sono state distorte ma questa è un'ovvietà, non ci sarà mai l'aderenza ai fatti veri ma solo una loro interpretazione. Per alcune sequenze e situazioni la pellicola può essere considerata un horror, gli omicidi sono prolungati e sanguinosi, questi mocciosi ai tempi prendevano sul serio quello che cantavano, forse sta qui la differenza. Il film non propone spiegazioni su tali atti, vengono commessi e basta. Non puoi spiegarlo, ci sono troppi fattori, come non puoi spiegare perché a Oslo sul finire degli anni 80 dei ragazzini guidati da altri coetanei più o meno carismatici hanno iniziato a formare band con inclinazioni sataniche, le facce dipinte da demoni e con simpatie per il nazismo. Lo puoi intuire dalla situazione climatica/ambientale della Scandinavia, dall'isolamento di quei territori, dall'alto tasso di suicidi e la predisposizione per la lingua inglese ha fatto il resto e via dicendo, ma non è chiara, almeno per me, l'esplosione del Black Metal da quelle parti, che poi sappiamo bene venire da altri gruppi per lo più inglesi (Venom, ecc.), ma questa è un'altra storia.
Buon film, lascia dentro un malessere, paradossale per un biopic musicale ma la musica è secondaria, c'è qualcosa d'altro che corrode dall'interno le vite dei personaggi che contagia anche lo spettatore. Di certo non ti fa venire voglia di mettere sul piatto un disco dei Darkthrone o Emperor, né tantomeno dei Mayhem, il gruppo di ragazzini che si amavano definire i signori del caos...

Rating:7/10

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