Visioni sparse: Fantomas 70 (1964) + Nella tana dei lupi (2018) + Elle (2016) + Giallo (2009) + Gli occhi del parco (1980) + La terra e il sangue (2020)

Fantomas 70 (Fantomas, 1964)

Nelle estati anni 80 e anche 90 (se non ricordo male), la RAI nei palinsesti pomeridiani meno rigidi, trasmetteva i film di Fantomas, era ormai un appuntamento stagionale, dubito accada ancora. Questo è il primo della fortunata serie, un classico del cinema avventuroso degli anni 60 con echi di James Bond e Diabolik, con il particolare non da poco che il personaggio Fantomas, il genio del male e abile trasformista, è nato molto prima nelle pagine di una serie di racconti a inizio secolo in Francia. Non ho visto i film ispirati alla sua figura addirittura degli anni 20, mentre Fantomas 70 mi è capitato più volte, anche in questi giorni dopo tanto tempo e, cavoli, è ancora bello scatenato. Circa 100 minuti di leggerezza e divertimento, in pieno spirito anni 60, ai tempi sembrava tutto davvero possibile, con una sconfinata fiducia nella tecnologia(analogica!), bastava schiacciare un tasto per scombinare lo scenario, come amava fare Fantomas. La serie ha un taglio (molto) ironico per via del mitico Louis De Funès, semplicemente esilarante nella parte del pasticcione commissario Juve, per tutto il film si accapiglia con l'altro co-protagonista Jean Marais che si sdoppia nei ruoli del giornalista Fandor e il malvagio Fantomas. Quest'ultimo catalizzatore e icona pop, eroe del male mascherato  è puro magnetismo ad ogni entrata in scena, un modello per tutti i cattivi a seguire (manga e anime per dire ne hanno fatto tesoro). Non ha nulla da invidiare ai migliori James Bond del periodo, il secondo tempo inoltre è un continuo di fughe e inseguimenti con auto, moto, treni, elicotteri con un notevole lavoro per gli stuntmen, al punto da incuriosire per il dietro le quinte. Sono cresciuto con questa roba "antica" e me ne vanto. Grandissimo rimpianto il Fantomas mai realizzato da Cristophe Gans, ancora non lo accetto.

Rating:8/10


Nella tana dei lupi (Den of Thieves, 2018)

Noto in giro giudizi benevoli per l'heist-movie con protagonista Gerard Butler, per carità confezionato bene come solo una grossa produzione può fare e con attori in parte, ma caspita quanti cliché e trovo qualche rimando di troppo all'inarrivabile Heat di Michael Mann, del quale sembra un remake non dichiarato, anche per via della medesima ambientazione in quel di Los Angeles. Il tasso di testosterone è talmente alto che quasi si rasenta il ridicolo: tutti muscolosi, facce da duri come se non ci fosse un domani, battute grevi e via dicendo. Troppe pose per i miei gusti, ma per descrivere l'ennesima lotta tra guardie e ladri che tanta fortuna ha avuto nel cinema americano, ci può stare, soprattutto ai giorni nostri, dove bisogna ostentare e incutere timore al prossimo. In un panorama del genere Butler ci sguazza nel personaggio dello sceriffo bastardo e dai metodi violenti, faccia da bulldog sempre incazzosa al punto che la bocca comincia a rientrare a favore della prominenza del mento. Scene d'azione da minimo sindacale, ok hanno voluto mantenere il realismo, ma davvero niente di eclatante. La lunga sequenza clou della rapina alla Federal Reserve è abbastanza deludente, il regista Christian Gudegast al suo primo e unico(sinora) film non è un maestro di tensione come il sopracitato Mann, ma non è il caso di infierire. Alla fine è un film scorrevole che si guarda volentieri. Niente male l'avversario di Butler, il sottovalutato Pablo Schreiber nel ruolo del muscoloso leader di una gang di rapinatori, impossibile non menzionare anche O'Shea Jackson (Donnie) che assomiglia in maniera impressionante al padre: il rapper Ice Cube!

Rating:6/10


Elle (2016)

Ben pochi se non il grande Verhoeven potevano cimentarsi su un soggetto scomodo come Elle, mah forse anche Cronenberg, devo premettere che questa tipologia di film non è la mia tazza da tè. Se è stato fatto per creare disagio mi sembra riuscito, nasce da uno strupro ai danni della protagonista come da scena iniziale, e in seguito verte sempre sulla tensione sessuale tra i personaggi, anche troppo mi viene da dire. Le situazioni limite esistono ci mancherebbe, ma qui sembrano concentrate in modo poco credibile. Il solito ritratto al vetriolo della borghesia? demolizione del maschio moderno? può essere, c'è pure un po' di humor tendente al macabro, o meglio, al disperato. Capitano tutte alla povera Isabelle Huppert: violentata, un padre assassino, un figlio scemo, una madre fuori di testa, e altro ancora! inoltre non vi sembra un po' vecchiotta per il ruolo? l'attrice ha tipo 60 anni e fa la parte di una 40enne! almeno così io interpreto. Diretto bene e la Huppert è bravissima neh, ma troppe cose non tornano, e l'indulgenza della critica, tra l'altro film pluripremiato, stavolta non mi trova d'accordo.

Rating:6/10


Giallo (2009)

L'unico film che non avevo ancora visto di Dario Argento, per pudore, dato che ai tempi non riuscivo a nascondere l'imbarazzo dei precedenti de Il Cartaio e La Terza Madre (il punto più basso mai raggiunto dal regista). Non che il successivo Dracula 3D sia migliore, purtroppo. Odio quando cominciano il tiro al bersaglio e lo scherno, ma Argento se li va a cercare con l'ennesimo film mal congegnato, per usare un eufemismo, col senno di poi sono tutti bravi ma, in effetti, per uno dei maggiori registi horror di tutti tempi, Giallo se lo poteva risparmiare. Sciatto come una fiction tv, diretto in modo scolastico, con un cast di grossi nomi sprecato (Brody e la Seigner). Ho trovato piacevole l'ambientazione di Torino, meno la ricerca del retro' a tutti i costi, con tutta sta gente che fuma come se fossimo nel 1979! Almeno due le atrocità: la presenza del serial killer più ridicolo mai visto(!) e il nesso che rimanda al titolo, non riferito al genere Giallo all'italiana, macché!

Rating:4/10


Gli Occhi del parco (The Watcher in the Woods, 1980)

La curiosità di un horror prodotto dalla Walt Disney mi ha spinto a vederlo, non lo ricordavo affatto. Ai tempi la Disney attraversa una fase "dark" con i film di fantascienza The Black Hole  e Tron, nel mezzo trova spazio anche Gli occhi del parco che è una buona ghost-story vecchia maniera, con pochi effetti speciali nonostante siano sempre più presenti nelle grosse produzioni: c'è qualche effetto visivo, ma con parsimonia. Siamo dalle parti della casa infestata e di una giovane scomparsa nei dintorni a seguito di una storia oscura del passato. Dirige John Hough, quello di Dopo La Vita (1973), con un trascorso nella Hammer e altri titoli horror negli anni 80, insomma uno di noi. Nel cast due nomi storici come Bette Davis, con un personaggio da fare gli scongiuri per quanto è funereo, e Carroll Baker ancora piacente 49enne. Film gotico fuori tempo massimo già nel 1980, ma a posteriori per gli appassionati è ancora interessante per le atmosfere e non solo.

Rating:7/10


La terra e il sangue (La terre et le sang, 2020)

Passo falso del regista Leclerc di cui parlavo bene in tempi recenti per Rapinatori (2015), il nuovo film per Netflix nelle premesse sembra un film tosto, tra l'avventuroso e la violenza, invece è più una faida tra delinquenti di periferia. Personaggi un po' stereotipati: un padre con un male incurabile deve riparare l'errore di un sottoposto coinvolto in un giro di refurtiva, la figlia sordo-muta vulnerabile e innocente, i soliti cattivoni spacciatori in agguato. L'ambientazione della segheria decentrata è buona ma non sfruttata bene, la fotografia troppo plumbea, sembra di stare nel post apocalittico The Road, e la vicenda è schiacciata dalla prevedibilità e la fretta data anche l'esigua durata di soli 80 minuti.

Rating:5/10

Commenti

A me Elle ha colpito, proprio nel suo essere ironico e beffardo, ma raccontando delle cose che racconta.
Gli altri non ne ho visto manco mezzo :)
Sciamano ha detto…
Sì, devo ammettere di non essere entrato in sintonia con Elle, troppa carne al fuoco forse, resta un film da vedere.
;)

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